Suggerimento numero 10: fate una accurata analisi di queste previsioni. E’ questo il vostro scenario di riferimento? E’ questa la base sulla quale costruite la vostra strategia?
l cambiamento è epocale.
Siamo nella Nuova Era.
C’è una guerra: ma non arrivano promesse rassicuranti, segnali distensivi, garanzie di liquidità in abbondanza per tutti.
Anzi: non c’è nessuna fretta, di rassicurare i mercati.
Powell ieri sera ha parlato in modo decisamente più chiaro del solito.
La priorità, oggi, NON è quella di sostenere i mercati finanziari e i prezzi di azioni ed obbligazioni.
Che sono liberi di sgonfiarsi. Anzi, sono invitati a.
Avete già rivisto e corretto le vostre scelte di investimento, alla luce di questo fatto, preparando il vostro portafoglio titoli alla Nuova Era?
Voi siete i pesci, voi lettori ed investitori.
I pescatori si chiamano Fineco, Fideuram, Allianz, Generali, Mediolanum … e l’elenco potrebbe proseguire (noi per necessità di sintesi abbiamo citato soltanto le più rappresentative).
Tutte le Reti sono in realtà una sola cosa, rappresentano un solo interesse (il loro, ben distinto da quello di noi investitori) e spacciano la medesima merce, chiamandola “consulenza”.
Non si tratta di consulenza. E’ un falso, perché non è consulenza: è vendita a domicilio, esattamente come quella della Folletto.
Vi chiedereste al venditore della Folletto se il suo prodotto è migliore di un prodotto alternativo?
Peccato che l’investimento non è un “prodotto” con caratteristiche verificabili al momento dell’acquisto, bensì un servizio che soltanto nel tempo produce i suoi risultati e conferma la sua (eventuale, discutibilissima) qualità.
Oggi, il cliente delle Reti NON SA che cosa sta “comperando”. Tutti, non sanno.
Ma tutto questo sta per finire: ve lo dice il dato che leggete nel titolo. Informatevi meglio, e fatelo subito.
Siamo tra i tanti che assistettero in prima persona al “boom della architettura aperta”.
Negli anni successivi alle due grandi crisi, e quindi dal 2013 in avanti per dodici anni, le Reti di vendita di Fondi Comuni presentarono la “architettura aperta” come la soluzione al problema del conflitto di interesse.
Era una menzogna: menzogna venduta a milioni di investitori. Una menzogna che genera danno per gli investitori.
La menzogna era e resta anche oggi la seguente: tutto intero il sistema delle Reti e del Private Banking sfrutta i risparmiatori utilizzando il conflitto di interesse. Vive solo grazie al conflitto di interesse. Lucra sul conflitto di interesse.
Silenzio assoluto da CONSOB, Banca d’Italia e magistratura.
Silenzio assenso, ad una truffa ai danno del Cliente (che allora come oggi veniva tenuto all’oscuro).
Oggi, come leggete qui sotto, ci sono forti segnali che … sta per saltare il banco.
Tutto questo sta per finire.
Sono tantissimi, gli investitori semplicino che anora oggi si affidano alle Reti.
Non sanno perché.
Sanno benissimo del livello dei costi, sanno benissimo dei costi che vengono nascosti, sanno persino di vere e proprie truffe (rese possibili da una normativa fatta ad hoc per massimizzare i guadagni dei promotori finanziari.
Sanno tutto: ma un misto di cattiva informazione, stanchezza e paura li costringe a restare là, là dove sono serviti malissimo e costretti a fare scelte di investimento inefficienti, e contro i loro stessi interessi.
Tutto questo sta per finire.
Leggiamo insieme.
Negli ultimi anni si è spesso detto che il mondo della consulenza finanziaria tradizionale – quello delle banche e delle Reti di consulenti – stia diventando sempre più aperto e più orientato agli interessi dell’investitore.
Gli ultimi dati però raccontano una storia diversa.
Secondo una rielaborazione dei dati Assoreti (Associazione delle banche e delle imprese di investimento), negli ultimi 10 anni la quota di prodotti di investimento di società terze collocati dalle reti è crollata:
2014: 91,3% prodotti di case terze
Oggi: 43,9%
Questo significa che sempre più spesso le banche e le Reti distribuiscono prodotti “di casa”, cioè fondi e soluzioni create dal proprio gruppo.
Perché succede: la ragione è soprattutto economica
Quando una società di gestione esterna vuole far distribuire i propri fondi attraverso una banca o una rete, deve riconoscere una parte molto rilevante delle commissioni alla struttura che li colloca.
Oggi le retrocessioni richieste sono spesso tra il 70% e il 90% delle commissioni pagate dal Cliente.
In pratica, una parte nettamente maggioritaria dei costi pagati dall’investitore finale viene girata a chi distribuisce il prodotto. Per questo motivo, tra due soluzioni simili, è facile che venga promosso il prodotto che genera più margine per la Rete.
Cosa significa per chi lavora all'interno delle reti
Queste dinamiche spesso si traducono in un’offerta più limitata, con portafogli concentrati su pochi prodotti, molto spesso interni al gruppo.
Allo stesso tempo il modello tende a favorire prodotti più costosi, mentre strumenti come gli ETF, restano spesso ai margini dell’offerta perché non riconoscono retrocessioni alla rete.
L’alternativa: la consulenza finanziaria indipendente
Proprio per superare questi limiti sta crescendo sempre di più il modello della consulenza finanziaria indipendente, che elimina il collocamento di prodotti e permette al consulente di lavorare senza budget di vendita e senza vincoli di distribuzione, scegliendo gli strumenti più efficienti per il cliente.
Quale fattore oggi ha maggiore peso nelle nostre scelte di investimento?
Forse la recessione?
Come risponderà questa sera la Federal Reserve alla nostra domanda che leggete sopra nel titolo?
Voi invece come rispondete alla nostra domanda nel titolo?
Leggete la nostra risposta nel nuovissimo Post che oggi Recce’d pubblica alla pagina BLOG del nostro sito.
Non sapete come rispondere? Recce’d vi aiuta.