Dai mercati finanziari, alle relazioni internazionali, tutto è gelato, alla metà di gennaio.
Noi gestori, come tutti gli investitori, siamo costretti a sforzarci: non è facile, oggi, capire chi sta con chi, chi è amico e chi è nemico.
Dai mercati finanziari, alle relazioni internazionali, tutto è gelato, alla metà di gennaio.
Noi gestori, come tutti gli investitori, siamo costretti a sforzarci: non è facile, oggi, capire chi sta con chi, chi è amico e chi è nemico.
Trump ha molti fans.
Quelli che scrivono “meno male che Trump c’è”.
Il suo problema? E’ che non sono la maggioranza.
Non lo sono nel suo stesso Paese, se si leggono i sondaggi.
E sicuramente non lo sono neppure fuori dal suo Paese.
Trump ha molti fans.
Quelli che scrivono “meno male che Trump c’è”.
Trump infiamma i fans, esalta i fans, e si auto-esalta. In questo è molto bravo.
Risultati? Beh … sempre domani, dopodomani, poi.
E’ quella la strategia.
E qualcuno ci casca dentro, con tutti e due i piedi.
La gelata arriva dalla Groenlandia.
Sarà per questa ragione, che la Borsa di New York si è del tutto fermata già tre mesi fa?
Sarà per questo che la Borsa in Europa mette a segno minuscoli ed insignificanti movimenti, dello 0,2%, oppure 0,3%, oppure 0,4%?
Sarà per questo che il dollaro contro euro è fermo da ormai 12 mesi?
Forse è per questo che il petrolio anche stamattina viene trattato alla (ormai fatidica) quota di 60$ al barile?
Chi muove i carrarmatini del Risiko oggi?
Due o al massimo tre, sono i giocatori.
Noi, voi, gli stessi mercati finanziari sono soltanto “territori” del Risiko. Da conquistare.
I Btp, ad esempio, sono uno dei territori del Risiko, oggi. E i Bund, e i Treasury USA.
E tutte le Borse.
Ormai, dobbiamo tutti accettarlo: tutti i cittadini, ma soprattutto tutti gli investitori.
La guerra è un dato di fatto: una importante caratteristica della realtà nel 2026 e per un certo numero di anni seguenti.
La guerra è ogni mattina sulle prime pagine di tutti i TG, di tutti i GR, di tutti i siti, di tutti i quotidiani
La guerra è un fattore, per tutti i mercati finanziari.
La guerra condiziona tutte le performances di tutti i portafogli titoli..
La guerra è un nuovo fattore permanente di rischio per chi investe e per chi gestisce.
Il bravo investitore ed il buon gestore devono poi valutare con la massima attenzione anche un possibile fronte di guerra all’interno..
Si potrebbe aprire una guerra interna persino al Governo di Trump.
Ovviamente, poi, c’è il petrolio di cui tenere conto.
Donne e uomini molto autorevoli e molto rispettati. Di lunga esperienza.
Oggi mettono il pubblico in guardia: siamo tutti nella Repubblica delle Banane.
Loro: i maestri dell’Universo. Proprio loro: creatori del QE.
Ve lo ricordate il QE? Lo dicevano tutti, ma proprio tutti tutti, che avrebbe rimesso tutto a posto: da Mario Draghi giù fino al vostro financial adviro, private banker e wealth manager. Tutti entusiati.
Chi criticava il QE (lo ricordate?) venne trattato per anni con sufficienza.
Noi ricordiamo perfettamente alcune frasi, pronunciate quasi con disprezzo: “ah, loro, quelli che criticano sempre il QE, ne hanno fatto un mestiere …”..