"Era un guadagno sicuro. Fino a quando ... non lo era più"

La frase del titolo è un CLASSICO dei commenti ai mercati finanziari: "è sicuro che le Borse saliranno" fino al giorno che ... non è più sicuro

VIX_2018_004.png

Le conseguenze possibili di una violenta impennata della volatilità (ad esempio, il VIX da 9 a 40) vanno molto oltre il calo dell'indice S&P 500, specie dal punti di vista delle Autorità Monetarie che dovrebbero garantire la stabilità del sistema finanziario.

Nei primi due giorni della settimana in corso, ad esempio, la stampa specializzata ha dato ampio risalto al fatto che due ETF che scommettevano SHORT sull'indice VIX hanno, di fatto, smesso di operare bloccando i disinvestimenti. Il colosso BlackRock ha immediatamente chiesto un intervento normativo a protezione di questa categoria di strumenti.

VIX_2018_002.png

L'episodio ci pare che meriti attenzione per una ragione che noi illustrammo  sei mesi fa in un Post che discuteva delle affermazioni dei Banchieri Centrali, secondo cui "oggi il sistema finanziario è molto più stabile rispetto al 2008". Recce'd crede che le cose non stanno così: sia perché una risposta concreta a questa domanda sarà possibile solo quando ci confronteremo con la prossima crisi, sia ma soprattutto perché le Banche Centrali oggi come allora NON CONOSCONO i mercati finanziari nel dettaglio.

Gli ETF che investono SHORT sul VIX sono il classico esempio. C'è stata, nel corso del 2017, una prolungata insistita, eccessiva ed evidente corsa al ribasso dell'indice VIX, spinta proprio dal flusso di investimento in questi strumenti. Non solo degli investitori privati: anche e soprattutto dei Fondi, dei Fondi Hedge, e delle stesse banche di investimento. "Era un guadagno sicuro. Finché ... non lo era più".

“In the short term I think volatility can remain elevated and the VIX as well. There have been so many persistent volatility sellers for such a long time that the market has been seriously out of balance for a while.

VIX_2018_003.png

Lo avevano visto tutti, e lo sapevano tutti: perché allora le banche Centrali fino alla metà di gennaio andavano per il Mondo ripetendo che "non c'è alcun segnale di bolla"? La risposta è semplice: le Banche Centrali come hanno sempre fatto negheranno fino ad un momento prima dell'esplosione che ci sia una bomba pronta ad esplodere, per un malinteso senso del dovere sempre "tranquillizzare gli investitori" che non corrisponde però ad una capacità adeguata di disinnescare le bombe in questione.

Ovvio che non stiamo parlando solo degli ETF sul VIX SHORT: parliamo anche, e soprattutto, dei comparti investiti dalla furia di chi andava alla "caccia al rendimento" disinteressandosi del tutto della qualità dell'investimento stesso. Comperare per comperare, come se fosse tutto un Bitcoin: per non "rimanere indietro".

Noi vogliamo segnalare ancora una volta che fatti come questi, in un mercato come quello di oggi, esistono: e si possono ripetere. Un rischio non misurabile, un problema generalizzato a tutte le classi di attività che ormai è evidente a quasi tutti, come testimonia qui sotto il noto gestore Diggle.

“The lack of fundamental value in either bonds or stocks is the greatest risk,” Diggle said. “All markets must eventually come back to attractive value and this is a very, very long way down for both stocks and bonds. The broad economy and corporate profitability are both strong, and that’s important, but value is what provides the best support and it’s nowhere to be seen.”

Both sovereign and corporate bonds are expensive, though sovereign bonds “set the floor," Diggle said. U.S. yields “have moved off that floor now," but Japan and Europe are still firmly on it, he said.

“I’ve no idea how to trade a market like this, equities are as expensive as they have been only three times in the last 100 years: the 1920s and late 1990s and now,” he said. “And bonds are more expensive than at any time in recorded history. Possibly they were this low during the Black Death in the 1340s -- data for the period is not great.”

Mercati oggiValter Buffo
Parole utili? (parte 1)

Allo scopo di non annoiare i lettori con ripetizioni inutili, invitiamo chi fosse interessato ad un nostro commento sui fatti degli ultimi giorni sui mercati di tutto il Mondo a rileggere:

  1. le nostre più recenti osservazioni sulla valutazione delle Borse nella serie intitolata al "Cappellaio Matto"
  2. la nostra serie di fine anno "I temi di mercato del 2018"
  3. la nostra serie dell'ottobre 2017 "Stiamo per fare la storia. Ed anche le performances di Recce'd"
  4. la nostra serie di settembre "Recce'd sta facendo un buon lavoro nel 2017?"
Mercati oggiValter Buffo
Parole inutili? (parte 1)

L'ormai ex Chairman della Federal Reserve Janet Yellen ha detto oggi domenica 4 febbraio alla tv americana quanto segue.

“Well, I don’t want to say too high. But I do want to say high,” Yellen said on CBS’s “Sunday Morning” in an interview recorded Friday as she prepared to leave the central bank. “Price-earnings ratios are near the high end of their historical ranges.”

Commercial real estate prices are now “quite high relative to rents,” Yellen said. “Now, is that a bubble or is it too high? And there it’s very hard to tell. But it is a source of some concern that asset valuations are so high.”

La stessa Yellen ha poi aggiunto, come a dimostrare che il problema era stato preso in esame in modo molto concreto:

“What we look at is, if stock prices or asset prices more generally were to fall, what would that mean for the economy as a whole?” Yellen said. “And I think our overall judgment is that, if there were to be a decline in asset valuations, it would not damage unduly the core of our financial system.”

Suggeriamo a tutti gli investitori di farsi questa domanda: perché queste frasi sono state pronunciate proprio nel giorno successivo alla sua uscita dal Board della Fed? E perché non furono dette, ad esempio, 12 mesi fa?

Mercati oggiValter Buffo
Una storia da reinventare (parte 2)

Ma se non vendiamo più azioni, almeno venderemo obbligazioni?

Ma come si fa a vendere obbligazioni, adesso?

wk_2_feb_0010.png

Immaginate la scena: lunedì mattina, tutti i Fondi Comuni obbligazionari in negativo da inizio 2018, con perdite del 4% sui titoli a 10 anni negli Stati Uniti e di poco inferiori sui Titoli di Stato tedeschi. Nei Fondi Pensione, nei bilanci delle assicurazioni, nei bilanci delle banche. Hai voglia, a parlare della cedola che darà il 2% ma in un anno.

E non parliamo poi dei Fondi Comuni High Yield.

wk_2_feb_009.png

"Ragazzi, che facciamo?" "Teniamo duro?" "Vendiamo tutto?".

E' legittimo chiedersi chi sarà, a mettere ordini di acquisto nel sistema, lunedì.

Mercati oggiValter Buffo
Borse senza importanza

Tutti i titoli dei TG e dei quotidiani parlano di Borsa. Sempre e solo di Borsa.

wk_2_feb_007.png

Lo fa anche il Presidente Trump, d'altra parte: anche nel suo discorso sullo Stato dell'Unione, per misurare "l'aumento di ricchezza" dei cittadini USA, ha fatto i conto solo ed unicamente sulla Borsa. Per Trump, ed è evidente, le obbligazioni hanno poco appeal, sono poco sexy, non sono suo benchmark. Non sono twittabili: ed infatti, il Presidente "non è preoccupato".

Questo stato delle cose crea una grave stortura.

Recce'd scrive in questo Blog da un anno che il punto centrale sono le obbligazioni. Non siamo gli unici. Ovviamente.

Ci torniamo anche oggi, per chiarire a chi ci legge che perdere tempo a seguire gli alti e bassi di Borsa, in questo momento, non è una buona idea, se volete fare le scelte giuste nel vostro portafoglio di investimenti.

Molto meglio guardare altrove.

wk_2_feb_003.png

Nessuno oggi è in grado di misurare, stimare, anticipare quali saranno le implicazioni di un rialzo marcato dei rendimenti obbligazionari. Sui bilanci delle banche, nel settore dei mutui, nel settore delle obbligazioni High Yield, sulle economie Emergenti, sul Giappone, sui cambi tra le maggiori valute. E l'elenco potrebbe continuare.

La sola cosa certa è questa: il domino, si è messo in moto. Porterà alla rottura della bolla di sapone nella quale i mercati finanziari sono rimasti per tutto il 2017? I dati del gennaio 2018 sembrano dire di sì.

Come finirà? Oggi, chi non ha solidi strumenti di valutazione è in grandissima difficoltà. E non potrà avvantaggiarsi neppure delle correlazioni tradizionali (se le Borse scendono, le obbligazioni recuperano) perché come ha fatto notare venerdì Deutsche Bank tutto è correlato con tutto, e tutto va nella medesima direzione. Allacciate le cinture.

wk_2_feb_008.png
Valter Buffo