Come si gestiscono i soldi nella Bolla

Nel corso del weekend, abbiamo pubblicato la nostra abituale rassegna dei fatti della settimana appena conclusa: settimana che ha fatto registrare cali significativi dei prezzi di Borsa, senza alcuna apparente ragione, e che ha aperto nuovi scenari con il dato di venerdì 7 settembre per i salari negli Stati uniti.

In questo Post, anticipiamo alcuni dei temi della nostra prima pubblicazione nella nuova serie di documenti "di strategia", una novità che già avevamo anticipato prima dell'estate e che diventerà operativa in settembre. La prima di una lunga serie di sviluppi per i nostri servizi all'investimento.

Il tema che abbiamo scelto è quello della Bolla: e più precisamente, come va gestito il portafoglio di investimento nel momento in cui, sui mercati finanziari, prevalgono condizioni limite, prezzi esasperati, valori estremi per diverse classi di attività, ma pure per altri indicatori come (a titolo di esempio) la volatilità, la curva dei rendimenti, e gli spread per i titoli obbligazionari high yield.

Che in atto ci sia una Bolla, ci sono pochi dubbi. E lo dicono in molti. E da tempo.

Che tipo di bolla è? Dopo quella del "dot.com" del 2000, e quella dei "subprime" nel 2007-2009, adesso abbiamo davanti agli occhi la "Bolla di tutto". Da qui, la iniziale lettera maiuscola.

Non sono quindi tempi normali. Le politiche economiche sono non-normali, ovvero non-convenzionali. Ed è per questo che vedete, e vediamo, cose mai accadute prima.

Diventa quindi necessario, per non fare errori poi mai più rimediabili, fare cose che non si farebbero in tempi "normali", quando si investe sui mercati finanziari.

Non possiamo, e non dovete, affidare il destino dei soldi investiti alle cosiddette "Autorità": è ovvio che (l'immagine qui sotto è una frase di Williams della Fed di NY) i cosiddetti "responsabili" non ammetteranno mai l'esistenza della Bolla. Vi pare possibile che uno di questi signori si presenti in pubblico affermando che "sì, la Bolla c'è, e noi non abbiamo fatto nulla"? Dovrà sempre, e comunque, tranquillizzare, rassicurare, distribuire sonnifero.

Di certo, nel 2000, e poi nel 2007, tutte le cosiddette Autorità negarono la Bolla, persino DOPO che la Bolla era scoppiata.

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Perché noi e voi dobbiamo  affrontare il tema della Bolla proprio adesso?

Per la verità, Recce'd ha portato questo tema alla attenzione dei propri lettori già da tempo, ma adesso, alla fine dell'estate del 2018, si moltiplicano i segnali di forte stress, come a titolo di esempio la divergenza dei dati macroeconomici (di crescita e di inflazione) tra USA e Resto del Mondo, che vedete rappresentata sotto nel grafico.

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I segnali di stresso sono visibili anche sui mercati, ed anche su alcuni mercati ... impensabili: come la Borsa di Francoforte, che è tornata ai livelli del 2015. Se siete investiti sul DAX, se vi hanno fatto investire sul DAX, da tre anni e mezzo avete in mano uno strumento che non solo non rende nulla, ma che pure è ad elevato rischio di ribasso. Non ve lo hanno spiegato?

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Ovvio che il problema non è limitato al DAX: nel 2018, l'indice delle Borse Mondiali (inclusi gli Stati Uniti) sta a zero (grafico sotto). Zero rendimento, alto rischio. Come spiegate questo zero, se vi hanno ripetuto più e più volte che nel Mondo della Finanza ... va tutto alla grande?

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Ma forse voi siete investitori più bravi della media, ed avete puntato tutto sui mitici FAANG del grafico che segue: bravissimi, avete cavalcato nel modo migliore la Bolla. Ma fino a qualche mese fa, perché nel grafico qui sotto vi facciamo vedere che qualche cosa sta cambiando.

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Ma se voi siete investiti sulla Borsa di New York, state comunque guadagnando bene, e complimenti per la scelta. Chiedetevi però se la divergenza tra quella Borsa e il Resto del Mondo sia sostenibile oppure se al contrario non sia un segnale di problemi (grossi) in arrivo.

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Per concludere: in Recce'd abbiamo messo in atto una strategia di portafoglio nella quale crediamo molto. Non soltanto per le Borse: per le obbligazioni, per le valute, per le materie prime, per lo spread di credito, per la volatilità, per i singoli titoli azionari e i settori.

La nostra strategia per il portafoglio è basata sul VALORE degli investimenti, e non sul rincorrere ad occhi chiusi i trend di mercato. 

E che nelle fasi finali di una Bolla vede più opportunità verso il basso che verso l'alto. Mettendo allo stesso tempo il denaro dei Clienti al riparo da shocks improvvisi.