Ultimi quattro mesi del 2018: portafoglio e performance (parte 7)

Se tra i lettori c'è qualcuno che ancora non ha chiara la ragione della nostra insistenza su anomalie, compiacenza, divergenze, ed altre stranezze che hanno segnato la Borsa di New York negli ultimi 18 mesi, sarà sufficiente guardare con attenzione il grafico qui sotto.

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Poi fatevi questa domanda: c'è un ragione per la quale, negli ultimi 18 mesi, accadono cose che non si vedevano da 50 anni? E se c'è una ragione, quale è? E che cosa dovrebbe spingermi a fare?

A questo punto, c'è che potrebbe chiedersi perché TUTTE le banche di investimento e TUTTE le Reti di Fondi Comuni sono così tranquille, come forse mai prima? In fondo, se tutti vedono lo S&P 500 a 3000 punti ... mica possono sbagliarsi proprio TUTTI?

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Come risposta, e come già ricordato in settimana ai Clienti, in The Morning Brief (all'interno di una valutazione più ampia), abbiamo scelto un pensiero di John Bogle, che è l'uomo che creò Vanguard, la realtà leader del mondo ETF. Bogle parlò in tempi non sospetti delle previsioni e degli strategisti delle banche di investimento per ciò che riguarda la Borsa USA, con le parole che seguono:

As 2008 began, strategists from Wall Street’s 12 major firms forecast the end-of-the-year closing level and earnings of the Standard and Poor’s 500 Stock Index. On average, the forecast was for a year-end price of 1,640 and earnings of $97. There was remarkably little disparity of opinion among these sages. Reality: the S&P closed the year at 903, with reported earnings estimated at $50.

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