Ultimi quattro mesi del 2018: portafoglio e performance (parte 4)

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Quale sarà il tasso di crescita del PIL globale nel 2018? Un po' di conti bisognerà farli. Perché, a parità di PIL in valuta locale, se passiamo in dollari il PIL dell'Argentina si è dimezzato. E quello della Turchia è sceso del 40%. A parità: poi, dovete aggiungere i tassi di interesse ufficiali, che adesso in Argentina sono al 60%, e rifare di nuovo i conti.

Non fatevi ingannare: il fatto che la Borsa di New York stia a 2900 punti, ed ignori qualsiasi notizia, è una trappola per chi investe. Oggi, più grande che nel 2007-2009. Più grande che nel 2000: perché NON è limitata al solo settore "dot.com", ma è generale e globale.

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Dal mercato globale, torniamo però agli Emergenti: abbiamo spiegato con dettaglio in The Morning Brief che il problema è molto semplice, e sta nel saldo di parte corrente, che poi vuole dire nella capacità di importare capitali dall'estero. Per questa ragione, le parole del CEO di Credit Suisse, al settimana scorsa, ci sono sembrate molto azzardate: Thiem ha detto che "non esiste una crisi degli Emergenti, perché non esistono gli Emergenti: ci sono economie che vanno bene ed economie in difficoltà".

La storia però ci insegna che NON funziona così: una volta che i flussi internazionali di capitale cambiano direzione, non si limitano ad uno-due Paesi, e l'effetto domino è inevitabile. I grafici qui sotto ci dicono che, tra settembre e dicembre, potrebbe succede di tutto, e dobbiamo preparare i portafogli a gestirlo.

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