Uno sguardo al secondo semestre (parte 4)

Questo Post riprende, aggiornando e completando, l'analisi del primo Post di questa serie: all'interno del quale, e aiutandoci in quella occasione con un grafico molto chiaro, scrivevamo quello che segue

Se anche si arrivasse, nel secondo trimestre, al 3,5%, la media del primo semestre non supererebbe il 3%. Notate inoltre che un dato trimestrale vicino al 4% si è registrato in numerose occasioni durante gli ultimi anni: e non ha mai avuto un significato particolare per i trimestri successivi.

Si parlerà sempre più spesso di questo dato (il PIL del periodo aprile-giugno), la cui PRIMA stima ufficiale arriverà a fine luglio. In particolare, la Amministrazione Trump ci ha puntato tutto, allo scopo di potere dire che "la previsione della crescita al 4% è stata confermata". Sotto, potete vedere la stima più aggiornata della Federal Reserve di Atlanta.

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Recce'd afferma due cose. La prima è che questo dato NON ha una grande importanza, e la ragione la abbiamo esposta nel primo Post, e poi ripetuta più in alto. La seconda cosa è che il dato annualizzato per il Q2 potrebbe essere anche più alto del 3,8%, ma allo stesso tempo potrebbe essere MOLTO più basso. Perché? Una ragione è spiegata dai due indici ISM che gli Stati Uniti hanno pubblicato la settimana scorsa, come si ricava leggendo l'immagine che segue.

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La componente che potrebbe avere dato il maggiore impulso al dato trimestrale per il PIL USA è quella del commercio estero, che come vedete dal grafico che segue è tornata nel trimestre a livelli di deficit commerciale in linea coi dati medi dal 2009 ad oggi (dopo un trimestre nel quale il deficit si era molto ampliato, rallentando la crescita interna). 

Ma proprio questa componente, per le ragioni che sapete tutti, risulta del tutto imprevedibile nei prossimi due trimestri del 2018, e ancora di più nel 2019. Non è questa, la base per un "boom economico" che ad oggi nei numeri NON ESISTE.

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