Ciò che Recce'd può garantire ai suoi Clienti (parte 1)

Recce'd offre un innovativo servizio di supporto alla gestione del portafoglio investimenti via Web.

Pur avendo ottenuto, dal 2007 ad oggi, risultati in linea con le nostre aspettative, e con gli impegni presi con i Clienti, per ciò che riguarda il futuro non possiamo garantire ai Clienti rendimenti certi, oppure (peggio ancora) entro una certa data. Sarebbe non solo scorretto: sarebbe assurdo.

I rendimenti li deciderà sempre il mercato, e anche la nostra capacità di cogliere le opportunità, in quanto gestori.

Se non esistono opportunità VERE, se tutte le opportunità sono "fake" come e peggio delle "fake news" sui social networks, la nostra scelta è attendere opportunità di VALORE. Non ce ne siamo mai pentiti in passato, e siamo certi di vincere anche in questa fase di mercato. I risultati ci daranno ragione.

In Recce’d, investiamo i soldi (nostri e dei Clienti) sui mercati finanziari seguendo una disciplina molto rigida, e NON ci facciamo trascinare dalla emotività. Mai: neppure quando i mercati vanno in “euforia” come è stato nel 2017: siamo consapevoli che questa scelta genera stress per i Clienti, ma siamo altrettanto consapevoli che questa scelta genera rendimenti solidi, stabili e continuativi. Recce’d investe sul VALORE delle cose, non rincorre le mode né il “sentito dire” e non lo farà neppure in futuro, a costo di chiedere ancora pazienza ai propri Clienti. Recce’d investe sulle cose concrete e NON investe sulle fantasie (anche quando stanno scritte sui quotidiani oppure se le dice la TV).

Questo, ai Clienti, noi lo possiamo garantire: chi si affida a Recce'd non cade né cadrà mai nelle tante trappole che vengono preparare per i Clienti, gli investitori finali: e questo è un criterio di scelta vincente, anche se moltissimi investitori finali hanno la memoria corta, e non ricordano le lacrime versate, né ricordano di quando si sono sentiti "traditi", perché oggi son tutti emozionati e distratti dalle performances ... che ha fatto il vicino di casa che ha investito (furbone!) sui rialzi.

Purtroppo (per loro) molti investitori finali hanno verso i loro investimenti finanziari il medesimo atteggiamento che si vede a proposito dei terremoti: fino ad un minuto prima "perché preoccuparsi? il terremoto non c'è", e un minuto dopo, invece, tutti a disperarsi in televisione.

La nostra scelta di ritornare oggi su concetti che Recce'd ha già messo in evidenza in passato, in più occasioni, ha una ragione specifica. Questa settimana, e precisamente la giornata di giovedì 26 aprile, ci ha offerto un esempio molto concreto.

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Nella conferenza stampa che come sempre ha fatto seguito alla riunione della BCE, Draghi ha spiegato che "è necessario capire meglio le ragioni del rallentamento dell'economia": e come vedete sopra, i mercati hanno tradotto questa ed altre affermazioni in una indicazione operativa, ovvero in un allungamento dei tempi previsti per la chiusura della fase di "politica monetaria ultra-espansiva".

Per noi gestori di portafoglio, che cosa cambia? Secondo l'articolo del Financial Times che vi riportiamo qui sotto, che rappresenta molto bene quello che è un parere molto diffuso tra gli operatori, "bisogna mettere più rischio nei portafogli".

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"Le azioni in Europa non sono un buon affare, e sola speranza per chi punta sul rialzo delle azioni è l'atteggiamento della BCE", dice questo autorevole articolo.

A nostro giudizio, questa era, è sempre stata e resta anche oggi una sciocchezza colossale.

In questi stranissimi mesi ed anni che siano stati costretti ad attraversare insieme ai nostri Clienti, siamo costretti a leggere sciocchezze come questa, ovvero che la speranza per chi è LONG di azioni è che la BCE continui a pompare moneta. Ben sapendo, anche chi scrive questo tipo di articolo, che la BCE continua a pompare moneta perché l'economia PEGGIORA (grafico sotto) e perché la politica monetaria ultra-espansiva NON ha funzionato dopo cinque anni. Le cose peggiorano, e voi ... dovete mettere più azioni nei portafogli.

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Ripetiamo: questa è una sciocchezza, un gravissimo errore nella gestione degli investimenti.

Molti obbietteranno a questo punto che ... beh, fino ad oggi una politica di investimento di questo tipo ha funzionato. Chi ha investito "seguendo il branco" ha vinto. Noi rispondiamo, con la massima chiarezza, che non si tratta di una vittoria, ma solo di una illusione, di un bluff, e comunque di un errore gestionale.

Moltissimi investitori confondono i guadagni con le illusioni: nella gestione del portafoglio si è di fonte ad un guadagno solo se si è investito in qualche cosa che ha manifestato un VALORE (non un PREZZO) più grande, rispetto ai prezzi di carico. I prezzi sui mercati cambiano velocemente: se il valore non esiste, i cosiddetti guadagni potrebbero sempre scomparire, anche da un giorno all'altro, anche da una settimana all'altra. 

Oggi i mercati sono quelli che vedete, gonfiati ed isterici al rialzo, soltanto per una ragione: la gran parte degli investitori è stata convinta a prendere rischi pazzeschi, rischi che questi investitori NON hanno capito. Un fatto che si è verificato molte volte negli ultimi 20 anni, e che presto sarà evidente a tutti. Con conseguenze forse drammatiche, come avte visto tutti in passato.

Torniamo, in chiusura di questo Post, a Draghi, e a quello che, a nostro giudizio è un prolungato ... bluff da pokerista: la sola analisi delle sue mosse che, a nostro giudizio, aiuta a capire come davvero funzionano le cose è quella che leggete qui sotto.

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L'idea di un ciclo di tre anni, che dopo il 2008 si è ripetuto tre volte, calza perfettamente sulla realtà:

  1. Draghi anno 1: "ecco, questo risolve il problema"
  2. Draghi anno 2: "andrà tutto bene"
  3. Draghi anno 3: "no, non funziona"

Il grafico che chiude il Post ricostruisce i fatti. Ecco, noi possiamo garantire ai Clienti questo: che con noi non cadranno mai in trappole, pericolosissime, come questa.

Augurandoci che un numero sempre maggiore di investitori riconosca che che rendersi conto della crisi solo quando la crisi è già in atto, è la cosa più inutile che esista.

Meglio metterci un po', ovvero tanta, pazienza, che cascarci dentro di nuovo con tutti e due i piedi, no?

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