Whatever it takes: a chi è servito? (parte 2)

Sono ormai ben nove anni che tutti i mezzi di informazione, salvo qualcuno, tutti i politici, salvo qualcuno, e tutti gli accademici, salvo qualcuno, racconta una favola a cui poi il pubblico è costretto a credere.

La favola è che comperando obbligazioni, ed in misura minore azioni, sui mercati finanziari, e quindi attraverso il QE, le Banche Centrali facessero "il bene supremo", "il bene di tutti", "il bene dell'economia".

E' una favola, e nulla di più: come Cappuccetto Rosso, come Biancaneve. Comperando i titoli sui mercati finanziari, le Banche Centrali hanno fatto, ben più banalmente, un regalo diretto a quelli che avevano quei titoli in portafoglio: ovvero, alle banche commerciali ed ai Fondi Comuni, e a nessun altro, ma proprio a nessuno. Hanno anche reso la vita più facile ai grandi indebitati, a quelli che emettono le obbligazioni, facilitando l'emissione di altre, nuove obbligazioni, e facendo così aumentare a livelli esplosivi l'indebitamento di quelli che erano già indebitati. Chi era fuori, resta fuori: il QE non è servito alle imprese medie e piccole, nè alle famiglie, come dimostrano i dati.

Finirà questa bruttura? E quando finirà?

Finirà di certo, e noi in Recce'd crediamo che finirà molto presto (nonostante gli "annunci" di Trump e nonostante i "rally" di Borsa).

Perchè finirà? Guardate questo grafico di oggi, 28 aprile 2017.

Draghi ieri, 27 aprile, ha ufficialmente dichiarato al mondo che in Eurozona "l'economia sta meglio, ma al contrario il quadro dell'inflazione giustifica ancora preoccupazione". Per questo, oggi in Eurozona, alle banche commerciali che si finanziano alla BCE, il denaro costa ancora lo 0,40% NEGATIVO.

Ieri una importante banca ha titolato il suo commento: "Draghi: il coraggio di NON alzare i tassi ufficiali". Ma che diavolo di coraggio sarebbe? Ma di che cosa si parla? A chi diavolo servono, i tassi negativi?

Guardiamo il grafico e capiremo subito: al gennaio 2015 (freccia di colore giallo), quando fu annunciata al Mondo la nascita del "bazooka", quella che importava era la linea bianca, l'inflazione CPI, perché era indispensabile creare un clima di allarme forte, per fare passare l'operazione di QE a chi era contrario.

Ma oggi, beh ... oggi no: la riga bianca oggi non conta più nulla, ci spiega Draghi.

Guardate la freccia rossa nel grafico sopra, e scoprite che la linea di colore bianco oggi è al 2%, ma ... adesso non importa più. Adesso, bisogna guardare alla riga blu, all'inflazione "core". Peccato che la riga di colore blu, se la seguite fino al gennaio 2015, non si è mai mossa nel frattempo. A chi serviva il "whatever it takes" allora?

Recce'd capisce bene Draghi e le sue motivazioni: Draghi è un politico, prima di tutto, e poi NON è il padrone della BCE, resta in sella finchè riesce a non scontentare nessuno. Per questo si riduce a raccontare misere bugie, come nel gioco che è svelato dal grafico qui sopra. A Draghi importa nulla di voi (e di noi), della crescita economica, delle pensioni, e così via: alla BCe di Draghi importa solo di salvare le banche commerciali che sono già fallite, perché questo scontenterebbe i politici che sono i suoi veri padroni. Negli Stati Uniti, con Bernanke, era esattamente la stessa cosa: lo scopo non è mai stato un generico "benessere del Mondo", al contrario era stato fin dai primi giorni quello di "tenere in piedi questo Mondo di oggi, anche se non si regge più: il benessere che conta è quello di queste persone qui, con nomi e cognomi".

Un esempio concreto: se in Italia c'è chi pensa che con questa polica Draghi stia facendo ai pensionati italiani un piacere, allora è un pazzo. Con una politica che rende più facile oggi al Governo italiani di aumentare il debito in essere, Draghi di fatto RIDUCE le probabilità che le pensioni in Italia siano pagate con regolarità nel futuro.

Torniamo quindi alla domanda: quando finirà? Finirà presto, e proprio per la ragione che abbiamo spiegato sopra con il grafico. Perchè i dati, quelli che raccontano la realtà, vanno dove vogliono e non sono minimamente influenzati dagli "annunci" di Draghi come il "whatever it takes". I dati mettono chiunque di fronte all'evidenza.

Purtroppo, finirà malissimo, ed il conto verrà fatto pagare ai risparmiatori, non a Draghi. Risparmiatori che già oggi, sul Bund a 10 anni, PERDONO ogni anno il 2% in termini di potere di acquisto, che sui prossimi 10 anni fa il 20%, regalandolo a chi è indebitato. Buona fortuna, Mondo!