Happy Days? La Federal Reserve ci dice di no (parte 2)

Nel nostro Post di qualche giorno fa, abbiamo messo in evidenza il fatto che numerosi interventi dei Banchieri Centrali esprimono un timore: il timore che, in realtà, non si sia mai usciti dalla Grande Depressione, nonostante un decennio di politiche economiche "non convenzionali".

Anche tra gli operatori di mercato, ed anche in una fase come quella in atto, che si potrebbe definire di "ottimismo Trumpiano", trapelano qui e là preoccupazioni di questo genere. Si tratta di spunti ai quali noi di Recce'd riteniamo giusto prestare grande attenzione. Per questo vi offriamo qui sotto un esempio, che abbiamo selezionato per voi: ed è alla luce di dati come questo che giudicheremo, nei prossimi gionri, l'anticipato "fenomenale annuncio sulle tasse" di cui ha parlato il Presidente Trump venerdì 10 febbraio. Anche in quel caso, come facciamo sempre, in Recce'd guarderemo prima di tutto ai dati.

It’s been 10 years now since the credit bubble began to unravel, and we’re still struggling to recover from the Great Recession that resulted from that collapse. John Silvia, chief economist at Wells Fargo Economics, says that in important ways we’ll never really recover.

The Great Recession permanently altered the economy of the United States, Silvia and his colleagues argue in a new reserach paper: We are much poorer than we would be if the recession hadn’t happened. How much poorer? By one estimate, U.S. real gross domestic product has been nearly 10% lower, on average, for each of the past nine years, Silvia says, which means that (by my calculations) we’ve lost about $13.6 trillion in output.

Real disposable incomes are about $11 trillion lower over those nine years, amounting to a loss of more than $35,000 per person. That’s the equivalent of everyone in America getting laid off for 11 months.