Perché Recce'd non è "consulente finanziario" ma gestore

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Chiunque ci legga può trovare in rete, sul web, l'annuncio qui sopra. Annuncio che, in poche righe, spiega come il Legislatore in Italia ha deciso di svilire, e svuotare di ogni senso, il termine "consulente" nell'ambito dei servizi per gli investimenti e al risparmio.

Per questa ragione, come già anticipato, Recce'd ha deciso da anni di restare al di fuori della "consulenza finanziaria" (intesa come nell'annuncio qui sopra), e si presenta ai Clienti come "gestore di portafoglio", anche se online e quindi in remoto.

Il nostro modello di business funziona, e funzionerà sempre meglio in futuro: l'obbiettivo come già abbiamo scritto è quello di imporre un nuovo standard di servizio, di maggiore qualità e più rispettoso del Cliente e del suo interesse.

Le differenze, rispetto al modello di "consulenza finanziaria" che leggete nell'annuncio ("è equivalente al promotore finanziario") è ampia, e radicale: la rinuncia ad ogni forma di retrocessione, anche indiretta, e quindi la rinuncia all'utilizzo dei "prodotti del risparmio gestito", è una forma radicale di innovazione, e non soltanto sul piano dei costi.

E' stato fatto credere, ai Clienti del risparmio gestito, che spaziando tra "prodotti finanziari" di più "case di Fondi" si migliorassero i risultati, ma ormai tutti i Clienti in Italia hanno provato sulla propria pelle che mettere tante "etichette" diverse nel proprio portafoglio non migliora i risultati. E soprattutto, non aiuta il Cliente a capire che cosa sta facendo, perché guadagna, oppure perché perde. Nebbia totale.

Va detto invece, in modo chiaro, che il "portafoglio di Fondi" è uno strumento di gestione del portafoglio vecchio ed inefficiente e costoso. Va detto al Cliente che sui mercati di questi anni, e dei prossimi, è necessario utilizzare strategie totalemnete diverse dalla vecchia asset allocatio. E va spiegato perché in fasi di mercato come quella del 2017 è indipensabile stare fuori dai rischi di mercato, anzichè farsi catturare dal gregge e "cavalcare l'onda". Dirlo poi dopo, a danno fatto, sarà del tutto inutile.

Siamo certi che sia ora di fare un passo avanti complessivo e globale, nel rapporto con il Cliente: e Mifid 2 sarà senza dubbio l'occasione giusta.

Noi di Recce'd non crediamo, a differenza di tanti, che il nodo centrale di Mifid 2 sarà quello di rendere (finalmente!!!) esplicite al Cliente le commissioni che paga. Noi crediamo che il nodo centrale sarà quello di fornire al Cliente un servizio del tutto diverso: fa sorridere pensare che ci sia in circolazione l'idea che la "consulenza finanziaria" si possa risolvere nella scelta tra un fondo di (ad esempio) JP Morgan e uno di (ad esempio) Blackrock. Vi pare una cosa seria? Ci vuole altro, molto altro, per dare un concreto aiuto al Cliente nella gestione degli investimenti.

Una seconda sciocchezza è quella secondo la quale è necessario partire dal "profilo di rischio" del Cliente, e che "solo un promotore finanziario" può davvero capire "le esigenze del Cliente". Queste sono frasi dette per dire, alla leggera, e senza un contenuto preciso, frasi che sono state inserite nelle pratiche commerciali delle Reti di Promotori per fare credere al Cliente che si possa fare qualche cosa che, in pratica, è impossibile.

Domandatevi: davvero il Promotore, oggi Consulente, è capace di dire al Cliente quale sarà, in futuro, il rischio del Fondo Globale di (ad esempio) Blackrock? Curioso: visto che non sa neppure che cosa c'è dentro quel Fondo. Che ne può sapere lui dei rischi? E credete forse che il Promotore sappia misurare poi i rischio complessivo di un portafoglio di Fondi? Si? E, ad esempio, le correlazioni tra un Fondo e l'altro, da dove le tirerà mai fuori?

Come detto, queste sono cose ridicole: purtroppo, anche serissime, visto che coinvolgono la vita e i risparmi di milioni di italiani.

Come conclusione, vi riportiamo una frase che abbiamo letto pochi giorni fa, pronunciata da un dirigente di una Rete di Promotori:

L’altra sfida sono le nuove generazioni. Persone che hanno un approccio agli investimenti e alla consulenza finanziaria completamente diverso rispetto ai genitori; danno un peso minore al rapporto personale, a ricevere certe spiegazioni rispetto ai loro investimenti. Gradiscono di più un rapporto fatto via web, dove il numero finale ha sicuramente un’importanza maggiore rispetto a oggi. Il problema è che il numero non è tutto. Il private banker oggi offre una consulenza che va oltre la performance.

Ecco: Recce'd si colloca già oggi esattamente lì, in quel punto descritto qui sopra, con la propria offerta.

Nella convinzione che le nuove generazioni (come anche le ... vecchie generazioni, non c'è alcuna differenza) sapranno capire, in modo via via sempre più rapido, che tutti i Clienti "il numero è tutto". E sapranno capire che quella "consulenza che va oltre la performance" imposta nel regime attuale dai promotori finanziari (o private banker, se volete) c'è un solo fattore determinante, e sono le retrocessioni dalle Case di Fondi Comuni, non certo l'interesse dei Clienti.