2017 idee (parte 1): settore banche e finanziari

Abbiamo letto negli ultimi giorni (ed era prevedibile) un commento dal titolo "Banche di investimento: sono tornate investibili?".

Ovvio che il brusco rialzo dei finanziari dopo Trump, ancora più accentuato poi in Eurozona dopo che Renzi ha perso il Referendum, abbia spiazzato molti (non noi per fortuna) ed abbia messo in moto la fantasia di venditori, brokers, sale operative e "analisti" delle banche di investimento. Tutti sperano che si possa "tornare a fare soldi" vendendo titoli del settore bancario e finanziario, come ai "bei tempi" del 2003-2006.

Bei tempi solo per loro, naturalmente: non per gli investitori.

Ma va detto che anche tra i gestori di Fondi e di GPM c'è un certo numero di irriducibili (alcuno semplicemente ottusi, altri male intenzionati) che non ha mai smesso di indicare le banche, e quelle italiane in particolare, come "il più grande affare", come titoli "enormemente sottovalutati". Più la realtà li smentiva, più questi signori insistevano nel loro (clamoroso) errore.

Oggi però, dati i recenti movimenti dei prezzi,  ha senso domandarsi se ha senso ciò che si dice in giro sui bancari e finanziari. Ha senso puntare su questo settore settore? Ha senso affermare che se i tassi salgono, allora si allarga il differenziale a favore delle banche, che così faranno più soldi? Ha senso scommettere su una maggiore attività di M&A innescata dalle politiche di Trump?

Magari il mondo fosse così semplice, come una storiella da raccontare ai bambini prima di dormire. La realtà, ed i mercati finanziari in particolare sono molto più complicati di così. Ecco che allora diventa utile il contributo di chi può mettere in ordine un po' di dati, guardare oltre l'euforia del momento, ed aiutare nelle scelte operative. Lo faremo noi di Recce'd qui di seguito.

Le banche sono state da lungo tempo un pessimo investimento: in particolare in Europa, come vi racconta il grafico qui sopra. Oggi l'indice vale la metà di ciò che valeva nel 2005, un terzo di quanto valeva ai massimi nel 2007. Insomma, un cattivo affare. Di recente però, il rialzo di cui abbiamo scritto sopra ha riacceso l'entusiasmo: vediamo in dettaglio che cosa è successo.

Oggi l'indice delle banche in Europa, che vedete nel grafico sotto, ha recuperato dai minimi estivi del 2016, che sono gli stessi del 2012, ed è tornato ai livelli del 2013: oggi l'indice delle banche in Europa vale quanto valeva quattro anni fa. Come vedete, un pessimo investimento, anche dopo questo rimbalzo.

Voi vedete ragioni di particolare ottimismo, nel grafico qui sopra? A noi, non sembra di vederne. Ma forse, ci potrebbe portare maggiore ottimismo la situazione delle banche negli Stati Uniti, dove Trump potrebbe "fare il miracolo (economico)"? Vediamo subito.

Lasciamo ai nostri lettori, che sono tutti esperti e bene informati, di decidere se questo grafico racconta effettivamente di un cambiamento significativo. oppure se siamo di fronte a un piccolo movimento nel contesto di un più ampio, profondo, serio problema.

Noi sul settore abbiamo lavorato con grandissima attenzione da anni: i nostri Clienti conoscono in dettaglio le conclusioni del nostro lavoro (anche sul piano operativo, visto che dal settore noi abbiamo ricavato contributi positivi alla performance in più occasioni); anche i nostri lettori hanno letto decine di Post che hanno anticipato, fino ad ora in modo corretto, il secolare declino di un settore obsoleto, ed in particolare dei suoi Campioni, i grandi conglomerati bancari internazionali, le cosiddette "grandi banche globali".

I nostri lettori che cosa ne pensano? I rialzi dei tassi ufficiali negli Stati Uniti saranno un punto di svolta nella storia di Deutsche Bank, oppure di JP Morgan, di Citi, di BNP Paribas, di Santander? E risolleveranno i destini delle nostre Mediobanca, Unicredit, Intesa? Oppure, tra pochi anni, Unicredit sarà un nome del passato, come è ad esempio oggi Banca di Roma? E di Goldman Sachs resterà solo un'etichetta, come già oggi accade per Merrill Lynch?

E venendo poi al mercato ed agli orizzonti più brevi dei nostri investimento, ed alle operazioni dei portafogli modello, la domanda di oggi è: il rally di dicembre è sostenuto da fattori fondamentali solidi? Oppure è fragile, e potrebbe lasciare spazio ad episodi visti molto di recente, come quello che racconta il grafico sotto, che risale a soli 11 mesi fa? Il mondo è cambiato, oppure le banche europee sono ancora titoli con un downside del 30% in meno di un mese, come nel gennaio 2016?

Come sanno i nostri Clienti, noi su questo abbiamo le idee molto chiare.