Va detto: che il bazooka è una sciocchezza

Anche questa settimana, come ogni altra volta nei giorni che precedono le riunioni della BCE, sia la stampa in Italia, sia le Case di Fondi e le banche di investimento ci hanno ammansito le loro estese dissertazioni sul tema "bazooka".

Adesso, dopo due anni di ripetizioni, noi di Recce'd ci sentiamo di dirlo a chiare lettere: questa del bazooka è una vera fesseria.

Lo è sul piano della forma: che senso ha ripetere e ripetere sempre le medesime frasi, annunciare più e più volte una cosa che non arriva? Che evidentemente non arriva perché ... non esiste?

Ma lo è anche sul piano del contenuto. Perché è totalmente assurda l'impostazione che ricorre su tutta la stampa mainstream in Italia, e che poi viene ripresa dalle Reti dei promotori e dei private bankers. L'impostazione è che Draghi sa tutto, vede tutto ed è infallibile: la colpa di tutto è "dell'economia reale", che non ne capisce le buone intenzioni (come invece hanno fatto tutte le Goldman Sachs, tutte le Deutsche Bank, e tutte le Banca Intesa di questo mondo, che grazie a Draghi hanno messo a bilancio utili mai visti prima).

Questa impostazione, diciamolo finalmente, è assurda: se il bazooka spara a salve, è solo perché non è un'arma efficace. non serve a nulla (se non a salvare molte banche, specie italiane, dal Tribunale fallimentare) e non risolve nulla. Crea invece grandi problemi, che negli anni prossimi sarà la collettività a pagare. E a chi obbietta che "senza QE sarebbe andata ancora peggio", noi replichiamo: "E chi lo dice?". Una cosa è certa: andare ancora avanti in questo modo ci porterà avanti, ma sulla medesima strada percorsa fin qui, una strada che scende a valle e non sale al monte.

E naturalmente a sciocchezza si aggiunge sciocchezza: adesso siamo costretti a leggere che "la Germania dovrebbe spendere": ma che senso ha? Non è forse "spendendo e spandendo" che i vari Governi italiani ci hanno condotto fino a questo punto? E la risposta sarebbe: facciamolo ancora, facciamolo di più? Ma davvero volete essere presi sul serio?

E se invece, finalmente, si applicasse un minimo di spirito critico? Se le persone fossero quelle sbagliate? Se le ricette fossero quelle sbagliate? Se per una volta si scrivesse nell'interesse di chi legge, dei Clienti, invece che per conservare lo status quo ("per tenere calme le masse")? Presentare Draghi come Papa Francesco è una cosa che, ci auguriamo, verrà a noia agli stessi lettori molto presto. Speriamo.