E voi con chi volete stare: coi vincenti oppure coi perdenti? (parte 7)

Oggi, domenica 4 settembre, il quotidiano La Stampa fa questo elenco dei problemi del settore bancario ancora da risolvere:

  • aumento di capitale MPS
  • le quattro banche fallite da vendere
  • i crediti non esigibili.

Ieri invece il Sole 24 ore metteva in evidenza quali sono i nodi strategici da sciogliere: digitalizzazione e riduzione del numero di Filiali (e del personale). Sguardo un po' più ampio, rispetto a La Stampa. Infine Sul Corriere della Sera si arrivava allo snodo centrale, mettendo in evidenza la frase di Renzi sulle fusioni "le banche devono aggregarsi. Ci sono più poltrone e Filiali che nel resto del mondo".

Bella scoperta: sono almeno 20 anni che voi, come noi, leggete che le fusioni bancarie sono una priorità. Solo dieci anni fa, c'è poi chi si è messo da parte una notevole ricchezza personale con operazioni che furono spinte, o meglio ideate, dalla Banca d'Italia: era l'epoca d'oro dei Geronzi, dei Fiorani, ma anche dei Nagel, degli Arpe,  dei Montani e dei Gallia.

Bella scoperta, dicevamo: cambia solo il tono, l'atteggiamento, la scelta dei termini. Manca del tutto l'a consapevolezza del perché questa "assoluta priorità" delle fusioni e delle razionalizzazioni si è fermata. A chi è convenuto? Chi aveva convenienza? E tra questi, ci ha ... fatto i soldi?

Il Presidente del Consiglio potrebbe informarsi facilmente, da chi sta intorno a lui: alla Presidenza del Consiglio, in ABI, alla Cassa Depositi e Prestiti, nell'industria. Ma pure alla Banca d'Italia. E pure alla CONSOB. Molti sono ancora lì, proprio sulle poltrone che Renzi ha citato, ma che non ha mai toccato o disturbato (almeno: fino ad oggi) per continuità della politica del "tiriamo avanti così più che è possibile, che intanto noi si gode".

Ma questa è politica, e la lasciamo volentieri ad altri. Noi che ragioniamo da investitori e per gli investitori, vogliamo dire a chi ci legge che forse la Signora Renzi oggi utilizza più spesso lo smartphone della Filiale per le operazioni bancarie, ma per voi investitori questa è una notizia che appartiene al passato. Remoto. se volete investire in modo consapevole e profittevole non dovete basare le vostre scelte sulle notizie che parlano di cose vecchie di dieci anni: dovete sapere guardare dieci anni avanti. E allora, vi suggeriamo di ripartire, per le vostre valutazioni, da un passaggio dell'articolo citato del Sole 24 Ore:

Un nuovo modello di business. Ben focalizzato sui cambiamenti in atto nel mondo del risparmio. Eccoci: noi di Recce'd ne abbiamo definito uno, ed è nuovissimo.