Andiamo a comandare (parte 2)

A cinque anni dall'arrivo dei ROBO advisors sul mercato del risparmio, si comincia a parlarne oggi anche in Italia: e come se ne parla?

A noi colpisce la confusione di mezzi e finalità. Si fa una grande confusione tra "consulenza online" (che ovviamente non è solo ROBO) e gestioni di portafoglio affidate alla macchina (che sono ROBO). Ogni due frasi, poi, salta fuori l'etichetta "FINTECH", che non significa nulla e che anch'essa è vecchia almeno un lustro.

Il dibattito sui ROBO lascia del tutto da parte i contenuti: sarebbe come se si parlasse di "auto elettrica" a prescindere dalle prestazioni. Basta che cammina.

In questo modo, il dibattito trascura quello che è invece il cuore del problema, e quindi il motore dell'innovazione: ovvero il crollo di un'industria che non produce valore, che è stato già anticipato dalla stampa e documentato dai professionisti del settore.

Con il ROBO molti VECCHI operatori del settore stanno lavorando per ri-proporre VECCHIE soluzioni di investimento, vecchie modalità di gestione del portafoglio. A questi signori ci sentiamo di dire: aprite gli occhi, NON FUNZIONANO ed è proprio per questa ragione che voi oggi siete in difficoltà. Se riproporrete con il ROBO le medesime ricette, le vecchie tiritere, quelle che da quindici anni producono solo risultati negativi, il pubblico se ne accorgerà subito e continuerà a scappare da voi.

Perché il risparmiatore è SMART, è furbo: oggi è più SMART il Cliente di tanti che operano nell'industria del risparmio.

E il pubblico chiede che vi occupiate, molto meglio, dei MERCATI: ed è stanco, sfinito, dal sentirvi blaterare sempre e solo sulla confezione, e chiede risultati a chi impone costi.