30 settembre: il giorno del giudizio

In Italia, in media, un Fondo Flessibile ha generato nei primi nove mesi del 2016 un rendimento negativo dello 0,89%. Un Fondo Bilanciato prudente globale ha prodotto un 1,87%. Un Fondo Bilanciato Moderato 0,53%. Un Fondo Bilanciato Aggressivo ha perso lo 1,83%.

E' piacevole avere la possibilità di tanto in tanto di confrontare le parole con la realtà. Questi sono i prodotti ad asset allocation (e le GPM fanno ancora peggio: i risultati 2015 e 2016 sono peggiori di questi, i Clienti hanno perso sia tempo sia soldi per la pigrizia di lasciare i loro soldi parcheggiati "alla vecchia maniera").

Allunghiamo lo sguardo: a 12 mesi, che vuole dire subito dopo il crollo di agosto 2015 (svalutazione dello yuan cinese) questi prodotti ad asset allocation rendono mediamente il 3%. A tre anni il 4% in media.

Questa è la vostra asset allocation: la tanto decanatta asset allocation, quella "strategica", quella "tattica", quella "dei modelli", oppure quella senza "modelli" di chi ha "una lunga esperienza" e fa la "personalizzazione". E' tutta qui.

Scriviamo questi dati, e pensiamo allo SP& 500 a 2150 punti, pensiamo al DAX a 10200 punti (nonostante Deutsche Bank), al Bund sui massimi di ogni tempo, al BTp sui massimi di ogni tempo, all'euro a 1,1250. E proprio non si riesce a capire: ma come la passano, la giornata, certi gestori?

Eppure ci tocca (per professione, non per piacere) leggere ogni giorno parole e parole: in tanti che spiegano dove andranno i mercati. In tanti che spiegano i segreti della gestione. In tanti ci dicono come va fatta la consulenza, la diversificazione dei rischi, la pianificazione, e via con etichette impegnative come "wealth management", oppure "family office" e spiegano come va usato il robot e come funziona "l'algoritmo". Tantissime parole, zero significato.

E poi si vanno a vedere i numeri. E i numeri sono questi qui.