Esuberi nelle banche: e perché non esuberi DELLE banche?

Abbiamo scritto nel mese di maggio in merito alle chiusure delle Filiali delle banche: spiegando che si tratta solo di un inizio, perché poi nel settore del risparmio arriveranno le chiusure delle Reti di vendita, e per le medesime ragioni.

Ritorniamo oggi su questo tema, che è doloroso per molti, in ragione del fatto che il Ferragosto di molti, tra i quali anche alcuni nostri lettori, viene rovinato dalla notizia degli esuberi nel sistema bancario: che secondo alcuni saranno 50.000, secondo altri 200.000.

Per le ragioni che Recce'd ha spiegato nel Post precedente, si tratta di eventi inevitabili: il modello di business delle banche è fallito, e questo è vero in particolare in Italia, dove si è fatta banca sempre e soltanto favorendo gli amici degli amici, meglio se "introdotti" dal politico del momento.

Ci colpisce però che nessuno, nessun giornale, nessun TG, nessun analista, sottolinei il forte contrasto tra gli esuberi annunciati, e "benedetti" anche dalla Banca d'Italia di recente, e gli sforzi, che Mediobanca giudica "coraggiosi" e che noi invece definiamo spericolati, di tenere comunque in vita tutte le banche.

La logica ci sfugge: perché non c'è. Se ci sono 50 mila esuberi, sarà pure perché un modello di business non funziona. ed allora, ci sarà di certo del capitale impiegato male, in alcuni casi davvero molto male, per svolgere attività che hanno zero valore aggiunto. E allora come si fa, cara Banca d'Italia, a chiedere al tempo stesso 50 mila esuberi ma pure nuove risorse finanziarie per tenere in vita aziende che distruggono ricchezza, con Vertici poco competenti e troppo pagati, in un contesto di totale assenza di una visione, ovvero di una "mission" come dicono i più sofisticati?

La sensazione, inquietante, è che in Italia sul sistema bancario si vive in un contesto di affanno ed improvvisazione: nessuno a dove stiamo andando e perché, si punta a salvare il salvabile ed a "comperare tempo", spendendo denaro della collettività e facendone pagare il conto ai dipendenti anziché agli azionisti di Società fallimentari.