Le banche italiane, partendo da Unicredit (parte 1)

Il listino di Milano è stato penalizzato, nelle ultime settimane, dal comportamento dei titoli bancari: al contrario di quanto molti ci avevano anticipato, la chiusura dell'operazione Popolare - BPM non ha prodotto alcuna reazione di entusiasmo, e tra le ragioni di questa diffidenza è poi emersa la posizione di Unicredit, che in buona sostanza non dispone dei fondi per garantire quell'aumento di capitale che era stato posto come condizione dalla BCE per approvare la fusione.

Ci sono alcune cose che ci preme sottolineare sulle vicende recenti:

  1. tutte le banche in questione avevano da poco superato gli stress test della BCE sul grado di capitalizzazione, ora tutte  denunciano un deficit di capitalizzazione tale da mettere in dubbio la stessa realizzazione dell'operazione
  2. Unicredit viene spesso presentata come un "campione" del sistema bancario nazionale, ma appena viene messa alla prova denuncia immediatamente limiti che la pongono sullo stesso piano di tutte le altre
  3. l'indice delle banche italiane è sceso del 30% nel solo 2016
  4. l'indice europeo delle banche nel medesimo periodo è sceso "solo" del 20%

Per l'investitore, alcune considerazioni al volo:

  • attenzione alle obbligazioni, di tutte le banche
  • nel panorama italiano, non esistono "campioni": banche grandi e banche piccole esprimono tutte un livello di qualità dell'investimento molto simile; non perdete tempo dietro a quelli che si inventano storie che poi non trovano riscontro nella realtà
  • il panorama europeo non è poi così distante da quello italiano, come ci hanno detto i prezzi di mercato: ma qui almeno sul piano delle dimensioni esistono alcuni "campioni", sui quali noi di Recce'd concentriamo la nostra attenzione di analisti
  • le sciocchezze sulle banche che avete letto 18 mesi fa, quando si parlava del QE di Draghi, andrebbero fatte pagare a quelli che le scrivevano allora, e non al Cliente finale che adesso ci perde il 50%: come minimo, metteteli da parte.

Come conclusione, vi segnaliamo che potete leggere oggi sul sito del Corsera un articolo tradotto del Financial Times sulla qualità (ed i costi) dei Board delle banche quotate italiane. Noi di Recce'd 15 giorni fa abbiamo scritto sulla nostra app che il sistema bancario italiano è gestito "per cooptazione e non sulla base del merito", oggi lo dice anche il Financial Times (Le fondazioni bancarie hanno selezionato consiglieri non competenti ma espressione delle connessioni con le comunità locali.Il numero spropositato dei membri dei board. E compensi esagerati ). E tutte le operazioni di fusione ed aggregazione che sono state ipotizzate sono figlie di questi criteri, e puntano a preservare anziché a rivoluzionare, come si dovrebbe se si vuole estrarre valore da queste aziende ormai decotte.