Perdenti di successo (parte 3): l'industria dei Fondi Comuni

Riprendiamo qui dati vecchi di un anno, e che molti di voi conosceranno già perché pubblicati dai maggiori quotidiani italiani: in 31 anni di storia, l'industria dei Fondi Comuni italiani ha prodotto un incremento dei patrimoni a loro conferiti pari, nel complesso, a 92 miliardi di euro circa. Il che, tradotto in un tasso composto di rendimento, significa lo 1,45% l'anno per 31 anni. A fronte di questo risultato (i dati sono stati elaborati da Mediobanca ed aggiornati al 2014) i Clienti delle Case di Fondi e delle Reti di vendita hanno pagato commissioni per 72 miliardi di euro a cui si aggiunge un prelievo fiscale di 7,5 miliardi. Circa il 100% di quanto è stato prodotto a favore del Cliente investitore. L'investitore italiano poteva fare meglio di così? Sicuramente sì, ma va riconosciuto che all'investitore sono state negate le alternative: il sistema di distribuzione è stato progettato e poi costruito in modo tale che l'investitore finale non potesse sfuggire a quei meccanismi di vendita, che non trovasse sul mercato proposte alternative. L'investitore potrà fare meglio di così in futuro? Sicuramente sì, grazie ai cambiamenti in atto sia nella normativa, sia nelle Istituzioni che operano sul mercato, sia sugli stessi mercati finanziari.

E noi di Recce'd ve lo dimostreremo: si può fare meglio di così.