Qualcuno ha il coraggio di dire che non era prevedibile?

Sappiamo per certo che la linea che le Reti di vendita hanno imposto ai loro venditori è di sostenere che "uscire adesso sarebbe una scelta sbagliata", ma soprattutto che "si tratta di eventi del tutto imprevedibili". Sulla prima affermazione, la risposta la darà ovviamente il tempo, ma non tra 10 anni: già alla fine del 2016. Quindi, fate attenzione.

La seconda affermazione lascia a bocca aperta, per quanto è spericolata, azzardata, insostenibile. Non solo era prevedibile, era stato previsto, documentato, commentato da molti, tra i quali ci siamo noi di Recce'd ma anche molti altri.

Chiamiamo le cose con il loro nome, e tutti si assumano le loro responsabilità: consulenti, Reti, Case di Fondi e Autorità di Vigilanza. Un anno fa esatto, si batteva sul tamburo del "QE di Draghi" e del "mettere più rischio in portafoglio", come se il pubblico dei risparmiatori fosse un gregge che si può spostare a destra ed a sinistra come si vuole. C'era chi (semplicione? spregiudicato?) andava in giro affermando cose di questo genere: "le valutazioni dei titoli? non contano nulla; se la Banca Centrale compra, tu devi andarle dietro e comperare a manetta".

Non c'è niente di più sbagliato del credere che esistano ricette così semplici, le "macchinette per fare soldi garantiti", basandosi su quattro parole scritte dai giornali e qualche slogan di vendita. Ma qui si è andati ben oltre: ed una intera macchina di vendita è stata messa al servizio di questa "strategia", di fare mettere più rischio nei portafogli dei Clienti. O del "gregge", come pensavano certe Reti di vendita.

Ora: è troppo chiedere che chi è responsabile di questo disastro paghi il prezzo dei propri errori? E' chiaro che i Clienti che si sono lasciati trascinare ora stanno pagando per la loro superficialità: ma sarebbe bello se questa occasione fosse sfruttata anche in positivo, per fare pulizia di prassi commerciali, e di prodotti, che (come dimostrano i fatti concreti) non fanno l'interesse dell'investitore finale ma soltanto della famigerata "catena fabbrica-Rete". Spezziamo la catena, signori delle Autorità: il punto non è né sarà mai il "questionario MIFID", ma incidere a fondo sui meccanismo che generano i ricavi.