I nodi che vengono al pettine (5): la volatilità

I mercati di questo inizio di 2016 sono stati definiti, almeno nei commenti che si leggono delle maggiori Case di Fondi Comuni, come "eccessivi", "inaspettati", "disordinati". Noi di Recce'd, come sapete, la pensiamo nel modo opposto: il solo, ed enorme, e dannosissimo eccesso che si è visto negli anni tra il 2012 ed il 2014 è stato proprio la mancanza di fasi di mercato come queste, mancanza che invece veniva salutata come un miracolo da quelle banche di investimento che hanno il solo obiettivo di vendervi Fondi Comuni, obbligazioni strutturate, obbligazioni high yield, oppure azioni di nuova emissione e di incerta redditività.

In un mondo che cambia, che si evolve, dove si combatte e ci si scontra, pensare a mercati finanziari senza volatilità è una sciocchezza che solo alcuni burocrati isolati dalla realtà delle economie reali potevano inventarsi. La volatilità è sana: è un segno che gli operatori di mercato agiscono in risposta alle notizie, alle informazioni, alle voci (si: anche alle voci false), insomma che operano per adattare i prezzi degli assets alla realtà circostante.

Senza questo lavoro, che in modo totalmente sbagliato viene definito dai media e dai burocrati il lavoro "degli speculatori", i prezzi che vediamo sui mercati finanziari si allontanano dalla realtà: e quindi, perdono di ogni significato. Lo stesso succedeva coi prezzi delle merci nei Paesi del Socialismo Reale. Deve esser chiaro: tutti quelli che investono sui mercati finanziari, a breve come a lungo termine, sono speculatori, nel senso che tentano di indovinare ciò che succederà in futuro.

La volatilità è tornata: benissimo, perché pulirà i mercati, ed era ora. Ci sarà pulizia sia di prezzi artefatti e gonfiati sia di operatori al minimo incapaci ed in molti casi spregiudicati e pronti a saltare sul cavallo che corre più forte (peccato che spesso non arrivi poi neppure al traguardo).

La volatilità sarà il tratto dominante, sui mercati, per molti anni: fino a che il valore degli assets non sarà tornato in linea con i valori delle economie sottostanti. Vale sia per le azioni che per le obbligazioni: i prezzi non salgono ALLO SCOPO DI fare sviluppare più rapidamente l'economia reale, i prezzi di azioni ed obbligazioni salgono solo DOPO che sono le capacità di crescita sono GIA' aumentate (ma devono aumentare PRIMA). In questo meccanismo la liquidità delle Banche Centrali ha una incidenza pari a ZERO, e fa solo perdere i soldi di quei pochi miopi che sono andati dietro al "pifferaio magico".

Questa è la ragione per la quale ci aspettano anni di volatilità elevata.