Strategisti e strategie (2): le Borse del 2016

Lo scorso 27 gennaio vi abbiamo segnalato il ribasso dei target per la Borsa USA nel 2016, da parte degli "strategisti" delle banche globali. Lo abbiamo fatto per sottolineare come spesso queste revisioni, questi cambi di idee e di visione del mondo, arrivano DOPO, inseguono i mercati finanziari anziché anticiparne la direzione.

Oggi possiamo fornire un secondo esempio, che arriva da Credit Suisse, nella persona di Andrew Garthwaite: che proprio stamattina ha ridotto l'obiettivo per fine 2016 dello S&P 500 a 2050 punti (siamo oggi a 1925).

Che cosa troviamo di utile per noi, in questa notizia? Anche questa volta, è utile rileggere l'elenco delle motivazioni, che riprendiamo dal Wall Street Journal.

Garthwaite & Co. argue the macro picture looks “more complicated” because of the latest signals from China and the Federal Reserve. “China’s property data, the loan-to-deposit ratio and control of FX reserves have all been worse than we had expected, increasing the risk of a hard landing,”. And the Fed “appears to be unusually focused on lagging indicators of activity.” Other concerns are deal activity reaching a level that sends “danger signals,” stock buybacks losing their luster, less corporate-friendly policies and “abnormally high levels of disruption, caused by China exporting its excess investment and disruptive technology,” they said.

A noi di Recce'd sembra chiaro ed evidente che, rispetto a 45 giorni fa, quando Credit Suisse vedeva lo S&P 500 a 2150 punti, non c'è alcuna novità (la Fed, la Cina ...): la sola novità che si intravede dietro a questo elenco, diciamola tutta, è che ... i mercati sono già scesi, cogliendo di sorpresa tutti quelli che andavano ripetendo "tutto tranquillo, tutto sotto controllo".