Un mese di tregua? Tre grandi "se"

Dopo sei settimane di violenta burrasca, ci sono (noi ve li mettiamo in evidenza ormai da più di 15 giorni) segnali di segno diverso sui mercati finanziari: e questo ci spinge a prendere in considerazione l'eventualità di una pausa nella tempesta.

Diciamo subito che il quadro, nei suoi tratti fondamentali, resta e resterà quello che in questo Blog abbiamo tracciato a fine 2015: lo potete leggere, se interessati, in due serie di Post di questo Blog, e precisamente la serie "Un primo sguardo al 2016: cinque domande a cui rispondere subito" che risale allo scorso novembre e dicembre; e poi la serie che aveva per titolo "Il punto 2016"; che è stata pubblicata a cavallo del Fine Anno 2015. Potete facilmente rintracciarli con un motore di ricerca.

Nonostante tutto questo, potrebbe esserci una pausa: ma lunga quanto? Diciamo qualche settimana: le due riunioni di marzo della BCE e poi della Fed potrebbero suggerire agli operatori di ridurre le posizioni aggressive, nelle due direzioni (sia quelle LONG sia quelle SHORT), riducendo così la volatilità.

Se fosse così, l'investitore dovrebbe cercare di sfruttare questa pausa NON per guadagnare, BENSI' per perdere meno dopo, negli altri mesi del 2016, facendo pulizia di rischi e posizioni non giustificate.

E' giusto fare ordine nei portafogli, mentre NON è giusto scommettere troppo su questa pausa: perché potrebbe non esserci. Ci sono almeno tre grossi "se" (i cosiddetti fattori "esogeni") di cui tenere conto:

  1. potrebbe esserci una pausa se in Cina la situazione non degenera
  2. potrebbe esserci una pausa se non ci sono terremoti a sorpresa in qualche grande banca globale
  3. potrebbe esserci una pausa se non c'è un terremoto nel mercato dei cambi (principale candidato lo yen giapponese).

Come noi di Recce'd ripetiamo spesso, non c'è altro modo di gestore questi rischi, e quindi il proprio portafoglio, se non quello di seguire ogni giorno.