Gli inganni delle subordinate: chi è il responsabile?

La nostra linea sulle obbligazioni europee subordinate e high yield la conoscete bene, perché ne scriviamo da due anni. In Italia pensavamo che fosse un problema per piccole banche locali, e adesso scopriamo che è un problema anche per la più grande banca europea, una delle maggiori al mondo, una banca che domina anche nel settore dei prodotti di risparmio gestito. Deutsche Bank, che stamattina 10 febbraio è stata costretta a fare circolare l'ipotesi di un riacquisto delle sue stesse obbligazioni.

Il problema, quindi, non è locale, di Marche o di Etruria: è un problema di Eurozona. E allora, ci sembra inutile, e forse ingiusto, prendersela con i Consigli di Amministrazione delle banche locali in questione: il pubblico dovrebbe prendersela con chi ha autorizzato, e favorito, ed anche spinto alla diffusione di strumenti come questi.

Chi è il responsabile? Lo scrive oggi il Wall Street Journal, che spiega anche il perché si è arrivati a questo, ovvero per evitare alle banche una raccolta di capitali che, dal 2008 ad oggi, sarebbe comunque risultata sempre impossibile, alle condizioni di mercato (benché si sia resa necessaria proprio per effetto di "nuove e più stringenti regole sul capitale").

Si è cercata per questo una strada alternativa, che aggirasse (o meglio: raggirasse) l'ostacolo. Scrive così il Wall Street Journal sulle obbligazioni ibride:

The instruments have become popular with European banks as they work to meet more stringent regulatory requirements on bank capital in the wake of the financial crisis. They are counted as Tier 1 contingent convertible bonds, or additional Tier 1 capital. They are a way for banks to improve their capital ratios, as required under new rules, without issuing more shares. European governments have encouraged their issuance as a way to avoid the crisis-era bailouts that were so unpopular with taxpayers