Uno sguardo al 2017 (parte 7): "ci sono un tedesco, un francese e un italiano che ..."

Ci sono barzellette che ritornano sempre, come quelle di Pierino oppure quelle del nostro titolo. Anche in Finanza ci sono temi che tornano come quelle vecchie barzellette: e come quelle, da tempo non fanno più ridere.

Un esempio? Anche quest'anno c'è chi va in giro a raccontare che "le azioni europee saranno il migliore affare del 2017, perché sono rimaste indietro".

Nel grafico sotto, potete vedere che in effetti un divario c'è, tra la Borsa di New York e lo Stoxx 50: il periodo coperto è quello che va dal giugno del 2006 al giugno del 2016. In attesa di completarlo coi dati di fine anno, una cosa ve la possiamo anticipare: il divario si è ancora allargato.

Una persona di semplice buon senso si chiede a questo punto: perché tanta insistenza, per anni ed anni ed anni, su una scelta perdente, su un tema di mercato che lo stesso mercato non ha mai confermato, perché continuare a negare l'evidenza?

La risposta è semplice: la vostra Casa di Fondi ha solo prodotti che investono in azioni europee; la vostra SIM fa commissioni sulla compravendita di titoli europei; la vostra Rete di promotori oppure Private Bankers ha accordi di retrocessione molto più ricchi con Case di Fondi europee. Ecco perché ogni anno voi leggete a destra e sinistra che "le azioni europee sono un grande affare". Ed ecco anche perché non avete mai letto, neppure una volta, da quei medesimi signori un commento che spiegasse: "perché ci siamo sbagliati".

Sia detto per inciso, le azioni europee hanno perso anche nel 2016, e voi con loro: l'indice Stoxx 50 chiuderà l'anno probabilmente con un -2%, e solo grazie al rialzo superiore al 10% di dicembre, che poi è legato soltanto alla chiusura di posizioni SHORT. Senza questo rialzo in extremis, le vostre perdite sarebbero state molto più ampie.

Per carità di Patria, poi lasciamo da parte l'indice della Borsa di Milano, del quale Recce'd mesi fa aveva scritto: "evitate di perderci altro tempo".

Non ci sorprende quindi di leggere commenti come quello che riportiamo qui sotto:

For European stock investors, 2016 turned out to be nothing like what strategists had promised at the beginning of the year. Brexit happened and sent shivers through the markets for a while. The banking sector crumbled under negative interest rates. And the much-hoped-for earnings growth failed to appear. Against that backdrop and faced with rising populism, terrorism and elections in Germany and France, investors could easily be forgiven for turning their back on the region in the new year. But they shouldn’t, according to strategists. European equities look set for a solid 2017 as the continent’s stock markets start to catch up with the region’s economic recovery. “Bond yields and global economic momentum are two of the most important macro drivers impacting the performance of European equities, and both factors are now increasingly supportive,” equity strategists at Credit Suisse said in their year-ahead outlook.

Del ruolo puramente commerciale degli "strategisti" delle banche di investimento, come pure di quelli che scrivono per la SIM oppure per la Casa di Fondi italiana (copiando sempre dagli americani) Recce'd vi ha già chiarito, e da anni. In Italia poi il problema si presenta con una evidenza anche maggiore: le SIM e le SGR italiane hanno da tempo puntato sui prodotti "multibrand", anche per comporre i portafogli delle GPM; e si tratta di prodotti la cui esclusiva motivazione sono le commissioni di retrocessione che arrivano dalle Case di Fondi; e quelle che pagano di più sono le Case di Fondi Europee (anche svizzere) meno qualificate e marginali, i cui Fondi sono concentrati sui mercati europei. Ecco quindi che lo "strategista" è costretto a parlare bene di quello che è stato messo a forza nella vostra GPM, a prescindere dal rendimento (per voi) prevedibile, perché il rendimento che a lui interessa è quello delle retrocessioni.

Se ritorniamo sul tema è solo per una ragione: mettere in evidenza che proprio nella nostra Europa questo atteggiamento di "ottimismo artificiale" ha messo in passato, e metterà nei prossimi mesi, in pericolo la stabilità dei mercati finanziari, azionari così come pure gli obbligazionari. Eccovi un secondo esempio del modo di ragionare di questo "consenso":

And that’s why investors should consider diving back into Europe now while the region’s equities are still being punished for political fears. Even if those jitters persist, strategists note that a combination of fiscal easing, stronger economic growth and solid corporate profits should send stocks from the continent higher in coming years. “After declining for five years, we believe European earnings have now troughed and will grow 12% in 2017. This reflects a moderate improvement in global GDP growth, higher margins, a strong recovery in commodity earnings and a moderate rebound in financials’ profitability,” Morgan Stanley strategists said in a note. They also noted that European earnings have fallen by 30% since 2011 and remain 44% below their all-time high in 2007. Other strategists, including the teams for Citigroup, J.P. Morgan and Bank of America Merrill Lynch, also pointed to earnings growth as one of the key reasons why European stocks are poised to gain in 2017.

Questi estratti ci servono non tanto per affrontare con chi ci legge il tema dell'equity Europa 2017 (come i nostri Clienti sanno bene, noi siamo già posizionati da settimane), quanto per mettere in evidenza al lettore le modalità di funzionamento di una industria che è sì in decadenza, ma che allo stesso tempo ha ancora influenza sui flussi di fondi (acquisti e vendite) sui mercati finanziari.

Per questa ragione, quando in Recce'd decidiamo se tenere una posizione LONG, SHORT o NEUTRAL, lo facciamo anche sulla base della nostra quotidiana osservazione di certi commenti. In aggiunta, noi abbiamo una grande capacità di archiviazione, ed un'ottima memoria, grazie alla quale siamo in grado di riproporvi in chiusura un'ultima citazione. Attenzione però: questa è datata 4 gennaio del 2016, un anno fa, e che somiglia a quella famosa barzelletta "ci sono un tedesco, un francese e un italiano che ...".

Europe, rather than the U.S. or emerging markets, will be the best place to invest in 2016, according to forecasts from top investment banks. The region was marred by the trauma of the Greek debt crisis, fallout from China’s growth slowdown and the dramatic slump in commodity prices in 2015, but European equity markets still managed to outperform their stateside and emerging-market peers. That trend is set to continue into 2016, analysts say. “We think euro-area equities have scope to outperform U.S. equities in 2016, on the back of stronger [earnings-per-share growth]…more attractive valuations and [foreign exchange] support,” strategists at Deutsche Bank said in a note. “We like plays on the euro-area recovery that have not yet re-rated (banks, construction materials, staffing agencies) and beneficiaries from a further strengthening of the dollar (tech, pharma, airlines),” they added, saying stocks in those sectors don’t yet fully reflect economic improvement in the region.

Qualche lettore potrebbe osservare: "sia ma voi? Voi di recce'd, che cosa scrivevate 12 mesi fa?". Noi, che siamo molto più rigorosi, molto più trasparenti, e molto più professionali di loro, vi rispondiamo che è facilissimo: potete leggerlo semplicemente scorrendo all'indietro questo stesso Blog. La sfida che Recce'd già ha vinto è proprio questa: ed è per per questo che nessun'altro ha il coraggio di farlo.