Trump World: che cosa cambia per noi? (parte 6: il rischio nella gestione del portafoglio)

Lo "evento" Trump ha costretto gli indici di tutto il Pianeta a fare i salti mortali, ed in un brevissimo arco di tempo: meno di 24 ore, e tutto si è ribaltato.

A noi, che di professione facciamo i gestori di portafoglio, questo che csa insegna? Che la gestione del rischio di portafoglio oggi deve esser radicalmente innovata e che le vecchie regole, centrate sulla volatilità storica, oggi non solo non funzionano più, ma fanno danni a chi le segue per investire. I rischi sono diversi e chiedono di essere gestiti in modo diverso.

Eventi come Trump non sono più la eccezione, sono ormai la regola, e si ripetono con frequenza: la situazione resterà la stessa per anni ed anni, forse decine di anni.  Questa è la più evidente, e più pesante eredità di otto anni di politiche monetarie non convenzionali (QE) la situazione è in quotidiano stato di ON/OFF, e quando scriviamo quotidiano noi intendiamo proprio ogni gionro, compreso domani.

Non ci stupirà mai di vedere tutti i mercati sconvolti dalla sera alla mattina.

Tutto questo come si traduce in pratica? E' (purtroppo) necessario utilizzare un linguaggio più tecnico, e lo faremo in uno dei prossimi incontri con Clienti ed amici, che stiamo programmando, per approfodnire i temi della strategia di portafoglio che Recce'd segue in modo disciplinato.

Oggi ci limitiamo a riportare alcune frasi che possono aiutare ad avvicinarsi all'argomento:

Trump has been called the ultimate "tail-risk candidate," so it's perhaps unsurprising that his electoral success has been greeted with outsized market reactions.

Stocks, bonds, and currencies were rattled by the vote, registering market moves that are supposed to be incredibly rare according to the normal distribution of probabilities that still form a bedrock of the financial models employed by large trading desks on Wall Street.

Statistical theory holds that 68 percent of all observations in a normal distribution lie within one standard deviation of the average of that sample. Events that lie on the fringes of this distribution are defined by a number of sigmas, which denote the decreasing likelihood of this outcome being realized.

These multi-sigma moves tend to wreak havoc with so-called Value-at-Risk (VaR) models, and can spawn waves of indiscriminate selling as market participants scramble to dial down their exposure. To be sure, big banks are well aware that financial markets don't, in practice, display such a normal distribution, and have adjusted their models appropriately in light of rare events turning out to be more common than anticipated.  In addition, post-crisis regulation has mandated the use of adjusted, 'stressed' VaR models.