Trump World: che cosa cambia per noi? ( parte 7: in quei grattacieli pieni di analisti e PhD)

In Mondo sta cambiando ad altissima velocità sotto i nostri occhi: non ce lo ha detto Trump, quanto le reazioni che ne sono derivate.

Una, in particolare, a noi sembra significativa: ed è la vera e propria crisi dei mezzi di infromazione, di cui scrive tra i tantissimi anche Pieluigi Battista oggi su Il Corriere della Sera.

Vi segnaliamo questo articolo perché prnde di petto un tema di cui Recce'd scrisse nel Blog lo scorso 7 giugno 2016: vediamo cosa dice Battista citandone alcuni brani

Risultato straordinario nelle elezioni presidenziali americane. Sicuro, anche perché non era prevedibile una tale concentrazione di sondaggi farlocchi, di previsioni fallaci, di analisi sballate, di certezze finite in frantumi, di ironie controproducenti, di teoremi infondati, di desideri scambiati per realtà. Risultato straordinario di strafalcioni e deduzioni semplicistiche.

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C’era sempre l’inviato di punta che cominciava le sue riflessione: «gli analisti dicono», i più prudenti ammorbidivano, «tra gli analisti circola la sensazione». Gli «analisti». E cioè, chi sarebbero, che titoli hanno, dove si è formata la loro sicumera: nelle aule universitarie, o nelle cattedre del sentito dire, o in qualche bistrot con un bicchierino come ausilio per la dissertazione chic? E le fonti degli «analisti» dove si trovano? Difficile da dire.

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Freddi «analisti», poi. Hanno calcolato che su un totale di 59 giornali americani grandi e piccoli, solo uno è stato filo-Trump, contro i 16 filo-Romney di quattro anni fa contro Obama. In Italia non è stato molto diverso, e le fonti sono rimbalzate da un continente all’altro, ma sempre all’interno di uno stesso mondo. Sempre gli stessi sondaggi, accolti come oracoli, anche sbagliando date

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Dicevano, anzi dicevamo, perché nessun giornale, nessuna tv, nessuna radio può dirsi immune da questa falsa coscienza spacciata per scientificità

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Però facile da immaginare che siano persone che frequentano gli stessi ambienti, hanno gli stessi tic, parlano lo stesso linguaggio. E che perciò sono incapaci di captare il linguaggio di chi sta fuori, di chi sta lontano e che dunque vota in modo bizzarro e imprevedibile.

E qui finisce Battista: se qualche lettore si è chiesto "ma a noi, questa storia come ci tocca?", noi lo spieghiamo subito. Vi tocca perché ogni mattina, sui mercati finnziari, sulla stampa di settore, sulle TV di settore, i materiali che leggete ed ascoltate sono esattamente il prodotto di questa medesima stuazione che Battista descrive.

Per questa medesima ragione, dai mercati vi arriveranno presto sorprese che, al confronto, Trump fa sorridere. Quanto leggete certe "analisi" delle "grandi banche" pensate che valgono quanto le "analisi" dei grandi quotidiani.