Banche italiane: dove stiamo andando?

Nel fine settimana del 15 e 16 ottobre, tornano sui quotidiani dopo un mese abbondante di stop le notizie sulle banche in Italia. Si legge della assemblea Popolare - BPM, e poi di Unicredit che vende Pekao (sembra il 30%), e infine di MPS che prende in esame il "Piano Passera". Nelle medesime ore, si legge anche di Deutsche Bank, che dovrà "modificare il proprio modello di business", e di Wells Fargo, che nell'ultima settimana ha perso il suo "storico" boss.

Tutto si muove così tanto in fretta, che in molti investitori prevale la confusione: dove stiamo andando? Il contesto internazionale ci indica, con chiarezza ed urgenza, che il settore bancario è entrato in una fase di profondo stravolgimento: e vedremo proprio nella prossima settimana i risultati di grandissime banche globali come Goldman Sachs, Morgan Stanley e Bank of America Merrill Lynch, dopo che venerdì 14 abbiamo letto i dati trimestrali di Citigroup, di JP Morgan e della stessa Wells Fargo.

Per ciò che riguarda l'Italia, a cui si riferisce questo Post, stiamo andando ... da nessuna parte. Non c'è alcun "punto di svolta" all'orizzone, e certamente non saranno punti di svolta la fusione Popolare - BPM, né il Piano Passera - MPS, e tanto meno la vendita di Pekao.

Nel frattempo, cresce il disagio del Fondo Atlante, che non riesce a piazzare Veneto Banca e Popolare Vicentina, e cresce in parallelo il disagio dei crediti non esigibili (Atlante ovviamente non fa nulla), che continuano ad aumentare. e poi ci sono le questioni della Vigilanza Europea e dei requisiti di capitale.

In sintesi: nessun punto di svolta, problemi che continuano a crescere e un atteggiamento che resta quello di "spostare i problemi un po' più in là nel tempo" come se non ci fosse alcuna urgenza. Una tattica rischiosissima.