7 gennaio 2016: ma cosa sta succedendo?

Chiusa la Borsa di Shanghai con un secondo 7% di ribasso in quattro sedute: che cosa sta succedendo? Chiariamo, prima di tutto, che la Cina non è la causa di tutto: semplicemente, quando una catena va in tensione, il primo a saltare è l'anello più debole. Chi però vuole comprendere che cosa sta succedendo, non deve guardare alla Cina: deve invece guardare allo scenario internazionale. Dicembre ci ha detto, con le tre riunioni delle tre Banche Centrali maggiori, che il mercato non trova più le sue sicurezze nelle dichiarazioni di Yellen, Kuroda e Draghi. Il mercato è lasciato a sé stesso: e allora, nessuno ha più il coraggio di "pompare" e nessuno trova più appigli per un rinnovato "ottimismo". Non è (ancora) il mercato dei venditori: il fatto è che non ci sono più compratori. La domanda che a noi di Recce'd viene alla mente, oggi, è la seguente: chiuderanno anche altri mercati? Quando si decise, anni fa, di trasformare i mercati finanziari in strumenti per la politica monetaria, furono ignorati, o calcolati male, i rischi. Il rischio principale è che, quando i mercati ti si rivoltano contro, nessuno, e nessuna Banca Centrale in particolare, ha la forza di fermarli.

Si: ma allora a che cosa bisogna guardare? La risposta di Recce'd è sempre la stesa: guardate alla realtà dei fatti, ed in particolare ai dati reali per l'economia reale. Guardate alla crescita del GDP attesa per il 2016, e poi per gli anni successivi. Guardate all'inflazione. Guardate agli utili delle Società. Guardate al grado di indebitamento degli Stati e delle Società. Il valore dei titoli azionari, delle obbligazioni e delle valute deriva solo da questi dati, e non dalle dichiarazioni dei Banchieri centrali, non dalle politiche monetarie di QE, non dai titoli sui quotidiani o dei TG che invocano "ottimismo", non dai grafici e dai trend.