Gennaio 2016: i temi di mercato (parte 6). La crescita economica in Eurozona

I più resistenti ed ostinati ottimisti si aggrappano alla "ripresa economica in Eurozona" per trovare uno spiraglio di sole in un quadro in generale nuvoloso e nebbioso. Più e più volte, noi di Recce'd vi abbiamo segnalato che questa "ripresa in Eurozona" non esiste, che dai dati reali si ricava solo un rimbalzo dai livelli molto bassi toccati qualche anno fa, ma una fase di ripresa è una cosa del tutto diversa. Eppure, anche nel 2016, ci tocca di leggere notizie come quella di stamattina (4 gennaio), che ci annunciano che la produzione manifatturiera di Eurozona è "ai massimi da due anni". E qui ci tocca di sottolineare, ancora una volta, che è un grave errore confondere gli indici che si ricavano dai sondaggi di opinione (come i PMI) con i dati per l'economia reale. La stessa Società Markit che effettua questi sondaggi pubblica grafici come quello qui sotto che ci raccontano che questi indici, che va di moda chiamare "anticipatori", non anticipano nulla. Riflettono solo gli umori di chi risponde al sondaggio, e risultati molto simili si potrebbero ottenere semplicemente leggendo le prime pagine dei quotidiani. L'esempio più forte lo trovate proprio nel 2014, anno in cui gli indici erano più alto di quelli di oggi, e però tutti poi ricordano come finì l'anno, sia per l'economia reale sia per i mercati finanziari (senza che i PMI avessero anticipato nulla: lo vedete benissimo nel grafico, che si sono adeguati solo qualche mese dopo). Scommettere oggi sulla "ripresa economica dell'Eurozona" a nostro parere è un errore, gli indici "anticipatori" a chi investe servono a nulla, e le implicazioni per il portafoglio dovrebbero essere facili da dedurre.