Strategisti e strategie: le Borse nel 2016 (1)

Chi ci segue da più tempo conosce l'opinione di Recce'd sia sugli strategisti delle banche globali di investimento sia sui target di fine anno, che sono niente più che "esercizi di stile" fatti per attirare l'attenzione del pubblico.

Detto questo, oggi raccogliamo uno spunto offerto proprio ieri da JP Morgan, e ampiamente ripreso da molti organi di stampa, specializzata e non: il capo degli strategisti della grande banca USA ha rivisto il target (fissato solo un mese fa) per lo S&P 500, da 2200 punti a 2000 punti. Un target che implica un rialzo, dai livelli attuali, del 5%, ma un ribasso, dalla fine del 2015, del 2,5%.

Che cosa ci troviamo, di interessante, in questa notizia? A nostro parere l'investitore finale deve fare attenzione da un lato alle motivazioni per questa revisione al ribasso, e dall'altro agli "scenari alternativi".

Partiamo dalle motivazioni: secondo JP Morgan, i fattori che spiegano questo ribasso (come li ha riportati il WSJ) sono i sette seguenti:

1) a rising risk of a U.S. earnings recession; 2) diverging central bank policies, including a Federal Reserve that is trying to tighten, causing the dollar to strengthen; 3) a U.S. manufacturing sector already in recession territory and a non-manufacturing sector continuing to decelerate; 4) a deteriorating macroeconomic backdrop, with China posing a significant risk to global markets; 5) credit spreads widening and high yield nearing recession levels; 6) late cycle dynamics; 7) continued elevated volatility that’s likely to hurt investor sentiment.

Che cosa c'è di notevole in questo elenco? Il fatto che i primi sei fattori non sono per nulla delle novità, ed erano già molto evidenti in dicembre, quando il target fu fissato a 2200 punti. E quindi, la sola novità, tra dicembre ed oggi, è il punto 7), ovvero la volatilità dei mercati finanziari: Una prova molto efficace di quanto Recce'd scrive da anni, ovvero che queste ricerche e questi strategisti vanno dietro ai mercati anziché anticiparli. Se i mercati scendono, allora si ribassano i target.

La seconda cosa notevole, anzi notevolissima, sono gli "scenari alternativi": perché se 2000 è il target ufficiale, non è però il target centrale di JP Morgan, che dichiara che il caso più favorevole, ovvero il "bullish case", porterebbe l'indice S&P 500 a 2200 punti, ma poi aggiunge che il caso negativo, ovvero il "bear case", vedrebbe l'indice scendere a 1700 punti; e se poi si aggiungesse una recessione, JP Morgan vede l'indice a 1400 punti. Abbiamo quindi, dai corsi attuali, uno spazio di rialzo, ovvero un upside, di 300 punti, e uno spazio di ribasso, ovvero un downside, di circa 500, e lontano 800 punti dai massimi del 2015. A noi sembra evidente che, a questi livelli, la Borsa USA anche per JP Morgan presenta un profilo, tra rischio e rendimento, poco interessante. E siamo in sintonia con loro, in questo caso.