Quelli che ... non è successo niente (parte 1)

Incontri, telefonate e pagine di giornale ci confermano che la "compiacenza" rimane, fino a questo punto, diffusa sia tra gli operatori sia tra gli investitori: molti si esprimono come se fossimo di fronte a una turbolenza passeggera, e non ad un vero e proprio cambiamento di scenario. In queste valutazioni, si trascurano una serie di segnali (dalla inefficacia del QE in Eurozona nel 2015, alla crisi di crescita economica globale, dal primo rialzo dei tassi negli USA al crollo dei prezzi delle materie prime) che supportano invece l'idea della fine di un'epoca e dell'inizio di una fase del tutto nuova per i mercati.

Tra i tanti argomenti che ascoltiamo e leggiamo, quello più inquietante è quello che dà per scontato un ritorno degli indici di Borsa ai recenti massimi del 2015: chi sostiene che un recupero di quei livelli è inevitabile sostiene una cosa non vera. Non c'è alcuna garanzia, né alcuna necessità, di rivedere quei livelli di prezzo. I mercati potrebbero semplicemente riconoscere che quelle valutazioni erano estreme, e non tornare più a quei livelli per mesi, per anni o per sempre.