Il punto 2016 (parte 16): il settore del risparmio gestito e le Reti

Siamo di fronte ad una tendenza internazionale molto forte, documentata proprio in questi giorni dal grafico qui in basso: le banche globali di investimento, quelle che ancora oggi dominano con un cartello la finanza internazionale, quelle che hanno il pieno supporto degli attuali banchieri centrali, quelle che causarono la Grande Recessione 2007-2009, hanno avviato una fase di riduzione, drastica, delle dimensioni e del personale. Secondo Bloomberg il numero di posti di lavoro persi, soltanto tra le grandi banche globali, dopo il 2009 ha toccato il mezzo milione.

Questa tendenza significa due cose: 1) è stato dimostrato che nel settore della finanza, e del risparmio gestito in particolare (sul quale tutte le grandi banche globali si erano buttate da dieci anni a questa parte), "grande" non è sinonimo di più efficiente, né di migliori risultati per il Cliente, né di maggiore trasparenza, né di minore predisposizione all'inganno del Cliente (vedi LIBOR, FX e multe sulla vendita dei Fondi Comuni); e 2) quel mezzo milione di posizioni era stata creata non per generare valore per il Cliente, ma soltanto per occupare posizioni sui mercati.

Principali conseguenze? La prima sarà la comparsa di nuovi soggetti, di nuovi attori, di nuove Istituzioni. E' impensabile che questa tendenza non arrivi anche in periferia, e non colpisca anche le banche locali e di medie dimensioni.  La seconda sarà la comparsa di nuovi servizi, di nuove modalità di interazione con il Cliente e con il mercato, di nuove capacità professionali: è inimmaginabile che questo cambiamento non investa anche le Reti di promotori e le Reti di Private Banking.

Recce'd nasce proprio per sfruttare le nuove opportunità che deriveranno da questo tsunami che sta investendo il settore delle banche e dei risparmio gestito a livello globale e locale, grande e piccolo, dei servizi di promozione, di vendita, di gestione e di intermediazione.