FTSE MIB a 18500 punti e Monte dei Paschi di Siena

Nella parte finale del 2013, quando fu presentato un ulteriore aumento di capitale al mercato da Banca MPS, non mancavano certo gli entusiasti, come molti di voi ricorderanno: ci raccontavano che "a queste valutazioni, è come acquistare una call", ovvero una opzione al rialzo, di quelle che decuplicano in valore.

Se il titolo poi sale: al contrario, il titolo, che allora valeva l'equivalente di 6 euro, oggi vale un decimo di quel prezzo: ha funzionato come una call, ma al contrario.

Certi entusiasmi, certe operazioni "pompate", sono un tratto caratteristico di ogni Borsa, e di ogni epoca: nel caso Italia però pesano anche altri fattori. Pesa la politica, che spesso ha usato il sistema bancario interno come uno strumento per orientare le proprie influenze, e pesa persino la Banca Centrale Europea, che ha contribuito negli ultimi due anni a creare un clima di euforia sul sistema bancario italiano. Oggi i prezzi ci dicono che quell'euforia era del tutto fuori luogo: ma forse, allora, a molti faceva comodo di spingere sul tasto dell'euforia, per piazzare i propri colpi ai danno degli investitori finali.

Possono sembrare piccole storie di provincia: ma è proprio questa qualità del mercato a spiegare perché l'indice si ritrova ancora una volta a 18500 punti, ovvero ai minimi del 2014 ed ai massimi del 2013.