Banche Centrali: sembrava tutto gratis, invece è arrivato il conto da pagare

Eccoci qui: sembrava tutto semplice, stampare moneta e comperare titoli, non costava nulla e risolveva tutto. I Banchieri Centrali si sentivano onnipotenti, con banche di investimento e media ad esultare per un "generoso regalo" che faceva magicamente aumentare i volumi sia di negoziazione si di emissione, rafforzando tutta una industria che vive di quelle commissioni (e lasciando tutti gli altri nella palude).

Purtroppo è andata male: non solo il QE non ha risolto nulla su fronte dell'economia reale, ora tocca pure di pagare il conto del dissesto finanziario.

Perché le Banche Centrali, con la Fed in testa, hanno ammassato quantità mostruose di titoli nei loro attivi, nella falsa convinzione che non ci fossero conseguenze negative di questo accumulo. Basterà ricordare (grafico sotto) che i titoli nel bilancio della Fed sono aumentati da 900 miliardi di dollari a 4500 miliardi nello spazio di sette anni, una cosa che non ha precedenti nella storia e di cui nessuno al mondo conosceva le implicazioni e le conseguenze. Un azzardo clamoroso.

Al contrario, i prezzi di tutti i titoli si sono gonfiati, e le quantità si sono moltiplicate (azioni ed obbligazioni di nuova emissione, con un debito che negli ultimi sette anni ha continuato ad aumentare raggiungendo massimi mai visti prima). 

Ora si profila una fase di deflazione dei prezzi degli asset finanziari, che probabilmente durerà qualche anno, e che colpirà anche i bilanci di Yellen, Draghi e Kuroda, diminuendo i loro spazi di manovra, già oggi esigui come dimostra la scelta di Yellen di alzare i tassi dui Fed Funds. E aggiungendo così, ai problemi delle economie che rallentano (problemi che il QE non ha curato) anche i problemi della Finanza.

Quando si dice fare un bel lavoro ...