Le obbligazioni ed il rischio nei vostri portafogli (parte 7)

A conclusione di questa serie di Post sulla gestione del rischio in questa fase turbolenta, torniamo su un punto che ad alcuni risulta difficile da accettare: noi di Recce'd consigliamo di NON modificare in modo brusco e profondo il portafoglio in queste giornate, anche se ovviamente i portafogli impostati sulla asset allocation azioni/obbligazioni ora soffrono moltissimo (e perdono da tutte e due le parti). Vediamo di chiarire la nostra posizione: il mercato quando è in tempesta va assecondato ed accompagnato, non va contrastato; il mercato va attaccato, invece, proprio quando vi dicono che "va tutto bene, è tutto sotto controllo, non dovete preoccuparvi". Come era tra marzo e giugno, e come vi abbiamo scritto più e più volte tra marzo e giugno in questo Blog. Ora che tutti invece sono preoccupatissimi e piangono le lacrime dei coccodrilli, c'è da lavorare con mano leggera, assecondare gli scossoni ed approfittare se mai di fasi di apparente calma per ritocchi non radicali.  Ciò che più serve all'investitore finale oggi non è di comperare questo e vendere quello (vi consiglieranno sicuramente di "alleggerire l'azionario" ... adesso che siete sotto): ciò che vi serve è una nuova VISIONE DELLE COSE che non vi costringa più ad affidarvi al solito portafoglio, al solito consulente e ai soliti Fondi o GPM. Rifletteteci, perché i soldi sono vostri e se siete pigri poi sarete voi a pagarne le conseguenze. Vogliamo chiudere questo Post con un esempio concreto, semplice ed intuitivo: negli ultimi 200 anni, la Borsa di New York ha nettamente premiato gli investitori, rispetto a quanti hanno preferito nello stesso periodo i Titoli di Stato. E questo non si discute, se prendiamo i valori di 200 anni fa e tiriamo una riga fino ad oggi. Ma la gestione di portafoglio è un qualcosa di molto diverso da questo esercizio: noi dobbiamo fare le scelte di portafoglio PRIMA di sapere come andrà a finire questa volta. E per la gestione di portafoglio conta solo QUESTA volta, il passato non ha alcun peso ed alcuna influenza sui nostri risultati della fine di QUESTO anno. E soprattutto: fate grandissima attenzione alla statistiche e a come vengono utilizzate. Un esempio: guardate il grafico qui sotto. Dai dati di questi ultimi 200 anni, si sono estratti i rendimenti su diversi orizzonti: ovvero un anno, sue anni, cinque anni, e così via. Ebbene, in un periodo così tanto favorevole alle Borse, come vedete, è stato meglio NON investire (non in Borsa, e neppure in obbligazioni) in un caso su sei, se prendiamo orizzonti a cinque anni. E' un dato fortissimo, che chiarisce che le allocazioni di portafoglio statiche, che non fanno attenzione al timing, sono sempre perdenti. E riflettete sul fatto che i prossimi dieci o venti anni saranno in ogni caso MOLTO meno favorevoli per Borse ed obbligazioni.