Le obbligazioni ed il rischio nei vostri portafogli (parte 5)

Molti lettori investitori si chiederanno come si possa rischiare con le obbligazioni, in un contesto in cui il Giappone è in deflazione, l'Eurozona ci finirà presto nonostante il QE, e negli USA la Fed non riesce ad alzare i tassi ufficiali neppure di un minimo 0,25%. L'osservazione è acuta, ma la risposta è più semplice di quanto potrebbe sembrare: con lo scenario che punta con decisione ad un rallentamento globale (stamattina 28 settembre lo ha detto anche il FMI), nei prezzi delle obbligazioni non può che tornare ad affacciarsi il "rischio emittente". E' vero che la politica delle Banche Centrali lo aveva ridotto a zero, ma il punto è che in questo 2015 le stesse Banche Centrali sono state costrette a rendere pubblici i loro dubbi sulla capacità di influenzare inflazione e crescita con le loro politiche "non convenzionali". Il mercato dopo il 2009 ha di fatto azzerato il "premio al rischio" nelle obbligazioni, perché ha scommesso sulla capacità delle Banche Centrali di rilanciare l'economia nel medio termine, riducendo in questo modo gli episodi di default: ma oggi nessuno ci crede più (neppure le Banche Centrali). Vedremo quindi scendere i prezzi e salire i rendimenti delle obbligazioni anche se la politica delle Banche Centrali dovrà (forzatamente) restare "ultra accomodante" ancora per anni. Come vi abbiamo scritto più e più volte, non c'è più il "rifugio", il safe haven: bisogna gestire il rischio attivamente ogni giorno, e con interventi sui portafogli.