Le obbligazioni e il rischio nei vostri portafogli (parte 2)

Per dare sostanza a ciò che abbiamo scritto ieri nel primo dei Posts di questa serie, osservate il grafico qui sotto: se ne ricavano dati di grande interesse. E fermiamo sul nascere un vostro dubbio: qui si parla dell'indice di Borsa USA, ma solo perché i risultati sono più significativi. Questo stesso confronto, fatto sui dati di Borsa di Milano, darebbe risultati ancora più forti ed estremi. L'indice di Borsa più grande, liquido e conosciuto al mondo ha generato per l'investitore un rendimento medio annuo dello 1,5% (total return) negli ultimi 15 anni e mezzo: un periodo lungo, e significativo.  Questo per ciò che riguarda i rendimenti di lungo termine: è altrettanto vero che nel più breve arco di sette anni, dal 2009 ad oggi, l'indice è aumentato del 220%: e tuttavia, ci sono come vedete ragioni forti per non costruire con la asset allocation portafogli statici che si basano sulla "media storica dei rendimenti" ed anche per non accettare formulette semplici come "se vuoi più rendimento, metti più azioni in portafoglio". Perché non è sempre così.