Una triste fine per l'Eroe Super Mario

Il QE di Draghi somiglia ogni giorno di più ai due rialzi dei tassi di Trichet del 2008: una mossa del tutto "controvento", lo strumento sbagliato nel momento sbagliato. Basta aprire una pagina finanziaria di un quotidiano, guardare dove si trovano oggi i prezzi di mercato e tirare le conclusioni: i prezzi contano, come sappiamo bene. Nel 2015 Draghi è stato "cavalcato", in modo spregiudicato, da una buona fetta dell'industria del risparmio gestito italiana, che ha sfruttato i suoi atteggiamenti e le sue parole (a volte pronunciate con una eccessiva sicurezza) per "pompare", talvolta in modo irresponsabile, il rischio nei portafogli dei Clienti investitori. Ma il vero problema di Draghi oggi è che non c'erano solo questi spregiudicati: con loro c'erano altrettanti individui, famiglie, imprese, che gli avevano, onestamente, creduto e quindi che avevano dato la loro fiducia alle manovre della BCE. Questi individui, che oggi perdono soldi mentre le economie faticano, si sentono traditi. E saranno i suoi più aspri avversari nei mesi e negli anni a venire. Ammesso che Draghi, come Presidente della BCE, abbia davanti a sé ancora degli anni.