Il grande imbroglio delle Borse di Eurozona

Sarà molto difficile per gli investitori Clienti delle varie Reti accettare un eventuale chiusura in negativo per le Borse di Eurozona, a fine 2015: perché i tre elementi sui quali si fondava un mastodontico sforzo di vendita (il QE di Draghi, il dollaro contro euro a 1,1000 circa e il prezzo del petrolio sotto 50$) ci sono ancora tutti, ma il DAX è sotto i livelli di gennaio e ritesta i minimi di fine agosto. Molti diranno "sì, d'accordo: ma è cambiato il contesto internazionale": e non c'è dubbio, ma il contesto internazionale c'era pure a gennaio, ed era necessario, per l'investitore (e doveroso per il consulente) tenerne conto. E invece, al contrario, si sono "venduti" quei guadagno di Borsa come se fossero soldi già nelle tasche di chi investiva in GPM o quote di Fondi Comuni: erano indicazioni date, oggi è dimostrato, sulla base di analisi poco solide, o peggio sulla base di pure logiche di vendita. Vedremo come finirà, mancano ancora tre mesi alla fine del 2015: le nostre posizioni operative sui portafogli modello, come sapete, sono le medesime da gennaio e restano le stesse anche dopo la Fed.