Super Mario messo ko da un downgrade

Qualcuno ricorda ancora il QE di Draghi? Ce lo avevano venduto come un game-changer ed invece non lo è stato. I game-changer del 2015 sono stati, fino ad oggi, al massimo due: la svalutazione in Cina e la decisione di Yellen di giovedì scorso. Volete una dimostrazione concreta? Se Moody's annuncia, venerdì 18 settembre, di essere costretta a ridurre il rating del debito Francia, solo sei mesi dopo che la BCE ha annunciato un "mostruoso" piano di acquisto del debito della stessa Francia e di tutta la Eurozona, ovvero se (diciamo con altre parole) è aumentato negli ultimi mesi il rischio di default della Francia anche a fronte di un intervento che non ha precedenti nella storia da parte della BCE, allora si può dire con certezza che qualche cosa non funziona. Per Draghi, è la sconfitta più bruciante: solo pochi giorni prima, la BCE aveva suggerito all'Italia di utilizzare "il tesoretto del QE" per ridurre il deficit pubblico, ma qui Moody's solleva invece il problema della bassa crescita, e la bassa crescita non è un problema della Francia oppure dell'Italia, è un problema della BCE e del suo QE. Che, appunto, non funziona perché non è ciò di cui l'Eurozona aveva bisogno: e adesso rischia di diventare un elemento di instabilità. A fronte di questo, le pressioni su Draghi aumenteranno, come anche il malcontento pubblico verso di lui, che ormai non è più un Super Eroe invincibile.