Central banking dopo il 2015 (parte 2)

Persino in Italia, grazie a qualche sito e a qualche media, è arrivata l'eco della più recente lettera agli investitori di Bill Gross, fondatore di PIMCO ed oggi a Janus. Ci serve questo spunto per riprendere il tema di un precedente Post di questa serie, proprio nella settimana in cui molte grandi banche italiane hanno pubblicato i dati per il primo semestre 2015: tutti dati in miglioramento, tutti dati "ottimi", e per qualcuno persino ci è toccato di leggere che si è trattato "del migliore semestre di sempre". Beh: grazie tante! perchè è grazie a noi tutti, se questi "abili managers bancari" hanno portato a casa questi risultati, e porteranno a casa a fine anno i loro bonus. Non sarà infatti un miglioramento nella qualità dei servizi, e neppure un aumento dei volumi di affari, a spiegare il miglioramento degli utili di queste banche italiane. Assolutamente no. Questi signori hanno, molto più semplicemente, venduto al mercato, e ai Fondi Comuni in particolare, i BTp che avevano in portafoglio, ai prezzi (assurdi) che Draghi ha "regalato" con l'annuncio del QE. E allora, che bisogno c'è di fare un aumento di capitale, se posso fare utili vendendo i BTp? La domanda che tutti noi, investitori finali, dobbiamo farci è: ma che razza di aziende sono queste? Che valore producono per i loro Clienti? Vendere i BTP è forse un mestiere? O solo lo sfruttamento di una posizione oligopolistica e di cartello? Ed è proprio qui che si inserisce Bill Gross, ed il suo affondo sulle "Società zombie", ovvero tutte quelle aziende che oggi stanno in vita solo grazie al fatto che hanno la possibilità di accedere a denaro a tassi anomali, a tassi che non sono determinati da un mercato ma da una Banca Centrale che può scegliere chi favorire e chi, invece, fare morire, al di fuori di qualsiasi controllo. Per questo, come scrivevamo nel primo dei Post in questa serie, per le Bnache Centrali le regole del gioco stanno per cambiare. Torniamo però a Bill Gross: preferiamo riportare qui le stesse parole che lui ha scritto. Leggetele con attenzione: sono una preziosa guida su 2che cosa fare sui mercati nei prossimi 12 mesi".

Corporate investment has been anemic. Structural reasons abound and I have tried to convey that ever since my well-advertised New Normal, in 2009, which introduced the probability of a future generation of low real growth due to aging demographics, tighter regulations, and advancing technology permanently displacing workers. But there are other negatives which seem to be directly the result of zero bound interest rates. 3 month Libor rates have rested near 30 basis points for 6 years now and high yield spreads have narrowed and narrowed again in the quest for higher investment returns. Because BB, B, and in some cases CCC rated companies have been able to borrow at less than 5%, a host of zombie and future zombie corporations now roam the real economy. Schumpeter’s “creative destruction” – the supposed heart of capitalistic progress – has been neutered. The old remains in place, and new investment is stifled. And too, because of low interest rates, high quality investment grade corporations have borrowed hundreds of billions of dollars, but instead of deploying the funds into the real economy, they have used the proceeds for stock buybacks. Corporate authorizations to buy back their own stock are running at an annual rate of $1.02 trillion so far in 2015, 18% above 2007’s record total of $863 billion.

But perhaps the recent annual report from the BIS – the Bureau for International Settlements – says it best. The BIS is after all the central banks’ central banker, and if there be a shift in the “feed a fever” zero interest rate policy of the Fed and other central banks, perhaps it would be logically introduced here first. The BIS emphatically avers that there are substantial medium term costs of “persistent ultra-low interest rates”. Such rates they claim, “sap banks’ interest margins…cause pervasive mispricing in financial markets…threaten the solvency of insurance companies and pension funds…and as a result test technical, economic, legal and even political boundaries.” Greece is not specifically mentioned, nor the roller coaster ride of Chinese equity markets, nor the rising illiquidity of global high yield bond markets, nor the…well a reader should get the point. Low interest rates may not cure a fever – they may in fact raise a patient’s temperature to life threatening status.