Il momento della verità è molto vicino (parte 4)

Lo scorso 27 luglio scrivevamo, nel terzo Post di questa serie, di un 2015 in cui si sarebbe arrivati ad un giudizio definitivo sulle politiche "non convenzionali": i fatti degli ultimi 30 giorni, poi, hanno molto accelerato questo processo, tanto che dovremmo modificare il titolo della serie di Post in "Il momento della verità è già arrivato". Tra 18 giorni la Federal Reserve dovrà decidere a proposito di un rialzo del tassi ufficiali che solo pochi giorni fa era "pressoché certo", come ha dichiarato ieri il Vice di Yellen, Stan Fischer. I mercati si sono messi di mezzo, e ora la Fed dovrà dire al mondo, entro meno di 20 giorni, se si fa guidare dalle oscillazioni dei mercati oppure dall'andamento dell'economia (vedi il dato del GDP del secondo semestre, rivisto giovedì scorso al 3,7%). In ballo c'è un'impostazione della politica monetaria che risale agli anni di Greenspan (vedi la figura in basso, un articolo del 2000), e che è radicata nel profondo della psciologia dei mercati, come ha scritto il Wall Street Journal:

They assume that the Fed will always come riding to the rescue of the markets, as Fed Chair Alan Greenspan did so many times. You can’t blame them for believing that, because from 1987 to today, the Fed has reacted to nearly every market hiccough and tantrum by flooding markets with liquidity and reassurances. They’ve given the markets rate cuts, quantitative easing and promises that easy-money policies will continue for a long time, if not forever. This “Greenspan put” means investing in the stock market is a one-way bet.

Naturalmente, si tratta di una illusione: nessun mercato è, o diventerà, una "one-way-bet", per quanta moneta possano mai stampare le Banche Centrali. Il punto è che molti lo credono: a molti, poi, fa comodo crederlo (o fingere di) per spingere campagne di vendita di prodotti finanziari a rischio medio e alto. Ma, come abbiamo scritto nei precedenti Post di questa serie, il gioco ormai è svelato, e se le Reti di vendita restano allineate alle banche globali nello spingere per avere "un altro QE", si deve registrare che sono sempre più frequenti le critiche che arrivano dall'ambiente politico (campagna elettorale USA), dalle Autorità Sovranazionali (FMI e BIS ne hanno scritto più volte) ed anche dai massimi conoscitori della Finanza, come ad esempio John Cochrane, che ha scritto in settimana una frase che potrebbe fare da epitaffio per l'intera fase politica di manipolazione dei mercati finanziari, prendendo spunto dal devastante caos creato in Cina dalla Banca Centrale:

This story should also give one pause about the wisdom of "macro-prudential" policy, by which wise central bankers are supposed to presciently open and close the spigots of leverage to manage asset prices.