NO: non è la Cina (parte 2)

Abbiamo già scritto ieri che non è la Cina ad avere causato la volatilità dei mercati vista in agosto. Può avere innescato il ribasso, ma le cause del ribasso stanno da un'altra parte. Lo scrive oggi anche il Financial times, in un pezzo molto azzeccato dal titolo China hardly the ideal model for market behaviour. Vi segnaliamo questo articolo perché, con una sintesi molto efficace, mette insieme tre dei temi sui quali il nostro Blog insiste da mesi: il primo tema è quello della follia degli interventi in Cina che tentando di "addomesticare" la Borsa; il secondo tema è quello delle banche di investimento, o banche globali, e del loro ruolo nel gonfiare la bolla dei mercati; il terso argomento  è appunto la ragione per cui abbiamo visto, in agosto, una impennata della volatilità. Il tutto si riassume in una domanda retorica  che l'articolista del Financial Times pone a tutti gli investitori, sia i privati sia gli istituzionali:

But perhaps the bigger question for investors would be: is there now any price, in any market, that has not been fixed, manipulated or inflated?

E' in questo senso, che la cina è stata in un certo senso costretta, sia a "comperarsi" la Borsa, sia a svalutare lo yuan: perché prima lo avevano fatto tutti gli altri. E questo è il mondo che gli investitori, oggi e subito, devono fronteggiare, con strategie di investimento non tradizionali, dinamiche e fondate su criteri di valutazione che non siano quelli di sessanta anni fa, basati su media a varianza. Con strategie e servizi proposti da operatori indipendenti, e per questo estranei alle truffe che lo stesso articolo del Financial Times ricorda così:

Earlier this month, UK prosecutors secured the first criminal conviction for the manipulation of Libor, when a court sentenced former UBS and Citi trader Tom Hayes to 14 years in prison.
Last week, Barclays, Goldman Sachs, and HSBC were among nine banks that agreed a $2bn settlement with US investors over the rigging of foreign exchange markets, with more to follow.
And it is not only intangibles on a screen that are being fixed. 

E in conclusione torniamo alla Cina, che è il nostro spunto iniziale: come scrive il Financial times, il fattore che destabilizza non sono i crolli di Borsa, ma il ruolo di certi Regolatori (Banche Centrali ed altre Autorità) nel creare "mercati falsi", in Cina come nel resto del mondo.

However, arguably the most worrying example of misleading pricing is still playing out in China’s equity markets.
It is not the rapidity of the Shanghai Composite’s fall that makes prices hard to trust. It is the role of certain market participants and regulators in creating a false market