La Cina e la follia collettiva (parte 3)

In due precedenti Post (26 luglio e 6 agosto) abbiamo scritto che questo tentativo di "nazionalizzare" la Borsa perché "se la Borsa sale stanno tutti meglio" è il frutto di una sorta di isteria collettiva, che associa il welfare e gli indici di Borsa senza che esista una sola prova a supporto di questa balzana interpretazione, che inventa un rapporto causa-effetto (dai prezzi di Borsa al benessere) che invece funziona del tutto in modo opposto (il maggiore benessere farà, dopo, salire le Borse). Oggi, domenica 23 agosto, abbiamo notizia del fatto che altri paesi dell'Asia, tra cui Taiwan e la Corea del Sud, hanno introdotto misure amministrative 2a supporto dei prezzi di Borsa. Ed anche la Cina, che già ha toccato con mano i danni che questo tipo di interventi produce sui mercati,ha annunciato una nuova mossa del Governo. Scrive Bloomberg

Taiwan on Sunday slapped a ban on short-selling of borrowed stocks at prices lower than the previous day’s close, while South Korea’s finance ministry said it will act “pre-emptively” after the nation’s largest exchange-traded fund suffered the biggest weekly withdrawal since its inception 15 years ago. China itself said over the weekend it will allow pension funds to invest in stocks for the first time, while penalizing major shareholders at publicly traded companies for violating rules that limit stake sales. Benchmark stock gauges in Taiwan, Hong Kong and Indonesia entered bear markets last week after sliding at least 20 percent from recent peaks

Ve lo segnaliamo perché, fino a che si procederà su questa strada, la volatilità e le turbolenze dei mercati non potranno che aumentare, sia in Asia sia nel Resto del Mondo. I Governi sognavano di "prendere il controllo" dei mercati finanziari, ora cominciano a capire che è impossibile, e sono andati uno dopo l'altro nel panico.