Central banking dopo il 2015 (parte 1)

In una serie di Post via abbiamo segnalato, nelle ultime settimane, che si avvicina un vero e proprio momento della verità per le Banche Centrali e le loro "politiche monetarie non convenzionali". Alcuni dei nostri lettori (per la verità, una minoranza) ci hanno visto un atteggiamento negativo, ovvero "non collaborativo", se non proprio "da gufi". Un atteggiamento che non supporta i volenterosi sforzi di questi saggi Banchieri, guidati "unicamente dall'intenzione di rendere massimo il benessere collettivo". Si tratta di un'analisi superficiale, e in qualche caso ingenua, della realtà ed anche di ciò che noi abbiamo scritto in quei Post. Restando sul tema oggi vi rimandiamo ad un Post del 26 luglio scorso, dedicato a Super Mario, ovvero a quella immagine celebrativa del Governatore della BCE che ci viene riproposta, in modo ossessivo, dalle banche di investimento (un coro unanime) e dai media (quotidiani e TG): via abbiamo anticipato che quel clima agiografico sta per arrivare alla sua naturale conclusione, sulla spinta di ciò che sta succedendo negli USA, dove da mesi si è aperto un dibattito sul ruolo e le autonomie della Banca Centrale. A questo proposito, è molto utile rimarcare che non si tratta di argomenti "alla Tsipras", oppure "di sinistra": leggete ad esempio che cosa ha dichiarato uno dei due fratelli Koch (regolarmente presenti nella classifica di Forbes dei "più ricchi del mondo"), esponente della destra conservatrice Repubblicana e forse candidato alla Presidenza, in merito ai benefici della politica di QE della Federal Reserve.  Noi di Recce'd, che in questa sede non siamo di destra e neppure di sinistra ma dalla parte dell'investitore finale, siamo in piena sintonia su questo punto: le politiche "non convenzionali" avranno un impatto distruttivo ("The destructive cycle goes on and on," ), e questo lo avete letto più volte nei nostri Post del 2015. A questo tema si collegherà poi la "Zombie economy" citata da Bill Gross la settimana scorsa: e ne parleremo nei prossimi giorni nel Blog: per ora, leggiamo che cosa dice Koch.

Charles Koch, the billionaire leader of a conservative network that has pledged to spend hundreds of millions of dollars influencing next year's elections, called for an end to what he called "corporate welfare" for the biggest U.S. banks. Big banks, Koch said, "are among the greatest proponents of corporate welfare," having received bailouts during the financial crisis and access to unlimited lending from the Federal Reserve. Meanwhile, the burden of financial regulations imposed in the crisis's wake fell hardest on small, community banks, many of which were forced out of business, he added. Big banks' political contributions help preserve their advantages, he said. "The destructive cycle goes on and on," he said. While Koch's remarks are consistent with the small-government mantra he has espoused for decades, they serve as a reminder of the threat the country's biggest banks face from the right as well as the left.