Una scommessa (per ora) persa

Non ci ha ripagato, fino ad oggi, la posizione LONG sulle materie prime (indice CRB delle commodities), ma siamo pronti a investire ancora su quella posizione, nonostante si leggano ogni giorno previsioni negative sul petrolio. Questo perché, come abbiamo scritto più di una volta, siamo certi che una parte del calo dei prezzi delle materie prime negli ultimi due anni deriva dal fatto che sono state chiude molte posizioni a leva: questo perché molte banche globali sono uscite dal settore ed hanno quindi chiuso sia il desk commodities sia le posizioni LONG che avevano in piedi. Poi certo che pesa anche il calo globale della domanda, che a sua volta deriva da una economia globale che (nonostante anni ed anni di promesse) non è per nulla in ripresa, neppure in questo 2015. Ma il prezzo delle commodities non è determinato solo dalla domanda finale, dalla domanda per un utilizzo industriale: le commodities sono anche un bene di investimento pluriennale, ed il loro prezzo è influenzato anche dalle aspettative di inflazione e dalle aspettative per il valore del dollaro USA. E proprio il dollaro USA ha contenuto il ribasso del valore delle nostre posizioni nei portafogli modello, come potete vedere nel grafico qui sotto: nel corso del 2014, la posizione in commodities ha prodotto una minusvalenza che ha penalizzato la performance del portafoglio RNI, per circa lo 1% (il risultato del portafoglio RNI, a fine anno 2014, è stato di +8,65%). Abbiamo preso, a puro titolo di esempio, lo ETF di Lyxor sull'indice CRB, che come vedete nel grafico qui sotto iniziò il 2014 ad un valore di circa 19 euro e chiuse l'anno 2014 poco sotto 18 euro. Quando all'anno in corso, si è partiti da 17,80 euro, come vedete nel grafico, per arrivare oggi a circa 16,90 euro. Un calo del 5% circa che nel nostro portafoglio RNI si traduce in una minusvalenza di poco superiore allo 1% nel 2015, con una performance complessiva del portafoglio RNI che resta superiore al 5% alla metà di agosto.