Le lezioni per il gestore dalla prima metà del 2015

Ci sono molte sorprese e qualche conferma, se tracciamo ad oggi un bilancio del 2015: rispetto a ciò che in gennaio era il "consenso", o in altre parole a come la maggioranza degli operatori (prima le banche globali, poi le Reti di Private Banking) raccontava che sarebbe andato l'anno in corso. La conferma più forte è certamente l'andamento delle Borse in Eurozona, che ad oggi conservano un guadagno molto ampio sui valori del primo gennaio. La smentita più forte è arrivata dai bonds, dalle obbligazioni: lì è successo ciò che "non poteva succedere", ciò che le banche globali non avevano neppure preso in considerazione. Ad oggi l'indice Merrill Lynch Global Bond Market, indice che include sia i prezzi sia le cedole accumulate da un paniere internazionale di obbligazioni, risulta in calo dello 0,5% da inizio anno, e del 2,5% dai valori massimi del 2015. Un investitore che abbia seguito le indicazioni della sua Rete di vendita, accumulando obbligazioni nel corso del 2015, ad oggi perde denaro. Dalla capitalizzazione globale sono scomparsi circa 1200 miliardi: che vuol dire 1200 miliardi in meno nei portafogli di chi ha investito in Fondi, oppure direttamente in obbligazioni. E veniamo poi alle valute: il calo dell'euro, che il consenso vedeva toccare la parità con il dollaro USA, si è fermato, e siamo su livelli di cambio con il dollaro USA che sono i medesimi di fine gennaio. Questo anche a causa del rapido cambiamento delle prospettive delle economie: come ogni anno, anche nel 2015 si è arrivati a maggio e ci è toccato leggere che la ripresa non arriverà neppure quest'anno, con OCSE e FMI concordi nel tagliare di un terzo la crescita degli USA (dal 3% al 2%) nel 2015. Molti dubbi anche sulla Cina (al 6,5% di crescita ufficiale, minimo di 10 anni). In Giappone, non se ne parla più da tempo. In un contesto come questo non si capisce che cosa potrebbe fare ripartire l'Eurozona. Il petrolio ha smesso di scendere anche lui in febbraio, e potrebbe tornare a 75$ il barile, cosa che le banche globali avevano del tutto escluso. Proviamo a riassumere: la lezione forte, che ci viene dai mercati in questa prima parte del 2015, è di guardare ai fatti, più che alle parole. Sarà bene ricordare sempre che il valore delle azioni, delle obbligazioni e delle valute che mettete in portafoglio non può e non potrà che venire dal sottostante, ovvero dall'andamento delle economie, delle Società emittenti, delle famiglie e delle aziende. Anche se ci sarà sempre qualcuno che si riterrà più forte dei mercati, di tanto in tanto, qualcuno che crederà di poterli dominare ed indirizzare, i suoi tenattivi andranno sempre falliti. Il mercato vince sempre, e ciò che alla fine determinerà i prezzi dei titoli che vuoi acquistate sarà sempre il market pricing mechanism. Come tradurre queste considerazioni in performance di portafoglio? Noi di Recce'd lo facciamo ogni giorno, attraverso i nostri tre portafogli modello, che mettiamo a disposizione dei sottoscrittori dei nostri servizi, e che nel 2015 hanno offerto risultati superiori in termini di accoppiate tra rischio e rendimenti.