Utili in calo e record degli indici di Borsa

Noi siamo tra quelli della "vecchia scuola", dove si insegnava che per investire in azioni bisogna fare molta attenzione ai dati per gli utili delle Società quotate (e non a quello che dice Draghi o Kuroda), e per questo ancora oggi facciamo grandissima attenzione ai dati che le Società comunicano ogni trimestre. Perché a nostro giudizio sono il migliore previsore dell'andamento futuro dei nostri investimenti in Borsa. Con oltre 200 Società che hanno già riportato a venerdì sera, 24 aprile 2015, la stagione degli utili (relativa al Q1)  negli USA è vicina alla metà: ottimo momento per fare un bilancio. Il dato più forte ve lo riportiamo nel grafico qui sotto. I primi risultati hanno modificato sia le stime per gli utili aggregati (in meglio) sia quelli per i ricavi (in peggio). Per gli utili, oggi il mercato stima sempre un calo, ma solo del 2,5% contro il 4,5% di un mese fa; mentre per le vendite siamo passati da -2,5% a -3,5%, come vedete sotto. Un calo degli utili negli USA non si registrava da tre anni: ma è soprattutto il calo delle "revenues" che deve fare riflettere, per il tipo di segnale che da questo dato ci arriva in merito al tasso di sviluppo del'intera economia degli USA, e quindi del pianeta. Ed arriviamo così all'argomento del record degli indici: oggi lo S&P 500 valuta le azioni al suo interno più di 17 volte gli utili che si prevedono nei prossimi 12 mesi. Si tratta di un livello elevatissimo, ma pesa ancora ancora di più una domanda: saranno sostenibili le previsioni di crescita dell'economia sulla base delle quali la crescita degli utili viene stimata? Noi su questo abbiamo molti dubbi, come potete leggere ogni mattina nel nostro Morning Brief e poi durante il weekend nel nostro Portfolio Edge (dove la posizione operativa sull'indice USA rimane ad oggi SHORT).