Bernanke e Citadel

Commentare il fatto che Ben Bernanke da oggi sia consulente di uno dei maggiori hedge funds è rischioso: il rischio è quello di cadere in un banale, facile ed ingiustificato moralismo. Ha fatto bene Bernanke ad andare dove lo portano i soldi. Ha fatto meno bene a giustificarsi dicendo che il fondo Citadel è "fuori dalla Vigilanza della Federal Reserve": ha tradito così la sua falsa coscienza, perché le scelte della Fed in materia di politica monetaria hanno influito ed influiscono sulla vita dei fondi (hedge e non hedge), ovvero sui loro bilanci, sul loro business e sui loro utili, molto più di quanto non influisca la Vigilanza sulla vita delle banche. Ovvero: le scelte di Bernanke, ed il QE in particolare, hanno determinato in una misura non trascurabile e diretta il successo e gli utili di Citadel. Ma come dicevamo, il moralismo è fuori luogo: piuttosto fanno sorridere (e in qualche caso ridere) quelli che insistono nel presentare i banchieri centrali in carica come autorità tecnocratiche, insindacabili e del tutto estranee agli interessi del business con cui ogni giorno si relazionano (banche e fondi). Quando ci dicono che "non ci sono segni di bolla finanziaria", ragioneranno con la testa del servitore dell'interesse pubblico, oppure sotto l'influenza dei futuri datori di lavoro?